Aereo caduto in Etiopia, Virginia e la sua Africa: «Morta a 26 anni, ha vissuto dieci vite»

Aveva già visto tutte le Meraviglie del mondo, le mancava solo Petra, l'Africa era la sua seconda casa e se chiudeva gli occhi anche un solo istante per immaginare il futuro, sognava di aprire un giorno una Onlus tutta sua. Virginia Chimenti, Vivi, viaggiava da quando era bambina. Prendere l'aereo per lei era come infilarsi nella metropolitana. Un po' come per tutta la sua famiglia, papà Claudio, che è professore universitario a L'Aquila, mamma Daniela, dentista di Corso Trieste e la sorella più grande Claudia, che lavora nell'ambito alberghiero, fare le valigie o mettersi uno zainetto sulle spalle era un'azione abitudinaria, scandita dalla grande mappa del pianeta appesa alla parete del corridoio di casa. Un giorno, per fare una sorpresa ad Alessandro, un compagno universitario trasferito in Cile, prese l'aereo e bussò alla sua porta. Vivi era così. E se è morta in un incidente aereo «non era lì per caso», ne sono sicuri tutti nella sua abitazione in zona Lanciani. «La sua eredità sta in quei viaggi e nella sua dedizione instancabile per specializzarsi in Economia e mettersi a disposizione degli altri, anche in quel viaggio, l'ultimo, come consulente finanziaria per il World Food Programme dell'Onu».

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LA SUA STRADA
Per Virginia, da bimba, la strada sembrava segnata sulle orme di genitori e nonni tutti impegnati nell'ambito della medicina e dell'insegnamento, ma lei con spontaneità e determinazione ha subito intrapreso il percorso che aveva scolpito nel cuore. Vivi è morta a 26 anni nel disastro aereo di Addis Abeba, «ma è come se avesse vissuto dieci vite», racconta di lei la sorella. Capo scout, «era una forza motrice» e fin da quando studiava al liceo Scientifico Avogadro, il suo obiettivo era aiutare gli altri. Era così giovane, ma aveva sogni immensi. E si era già immersa nel mondo dei volontari per salvare gli animali, l'ambiente e i bambini. Prima di entrare nel WFP come consulente Budget Officer, nel 2017, Virginia aveva anche partecipato a campagne di volontariato della onlus italiana Twins International, che sviluppa progetti per sostenere bambini orfani e nelle baraccopoli in Kenya. Era proprio questa la destinazione, mai raggiunta, dell'ultimo viaggio delle cooperanti italiane. Dopo la laurea, per un anno aveva vissuto in Myanmar, ed era già pronta a una nuova sfida, destinazione Yemen.



ANIMA GEMELLA
L'Africa, però, era la patria adottiva. Tanto da avere organizzato di trascorrere l'ultimo Natale con la famiglia in Sudafrica. C'erano anche Andrea, l'anima gemella, l'ex migliore amico fin dai tempi di scuola poi diventato compagno di vita e i suoi genitori. «Avevano progetti grandi, i nostri ragazzi», dice Mimmo, papà di lui. Vivi sognava, ma giorno dopo giorno, con fatica e dedizione costruiva concretamente il suo bagaglio per il futuro. Mattoncino dopo mattoncino edificava la donna libera e coraggiosa che sarebbe diventata. «Vivi avrebbe fatto la differenza nel mondo», spiega ancora Claudia. Dopo la maturità Virginia aveva lasciato Roma per laurearsi con lode in Economia internazionale alla Bocconi di Milano, in seguito ha affrontato gli studi orientali ed africani dell'Università internazionale di Londra. Tutto questo senza mai abbandonare il suo impegno civile anche come capo scout, e ora la stessa comunità scoutistica romana è in lutto. «Abbiamo perso una guida», dicono dalle comunità di Sant'Agnese e San Saturnino.
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Lunedì 11 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2019 13:26