Egitto, attacco nella moschea: bombe e spari contro i fedeli in preghiera. 305 morti, 27 bambini

Un attentato contro una moschea nel nord del Sinai ha provocato almeno 305 morti, di cui 27 sono bambini. Lo rende noto la Procura generale egiziana. L'attacco è stato condotto piazzando una «bomba all'interno» del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano dopo l'esplosione. L'attacco è avvenuto anche con lanciarazzi e armi automatiche.
 
 

La moschea attaccata appartiene all'orientamento sufi, che i terroristi considerano apostata, e si trova in un piccolo centro, Bir El Abd, e i fedeli «sono stati presi di mira da terroristi che li aspettavano davanti alla porta», hanno precisato fonti che preferiscono restare anonime. L'attentato è avvenuto durante la preghiera del venerdì islamico. Nel Sinai settentrionale, ma soprattutto più a est, è attivo un gruppo jihadista alleato dell'Isis. Secondo il sito Al Masreyin, che ricostruisce la dinamica dell'attentato, «un ordigno è esploso durante l'uscita dei fedeli dalla preghiera, seguito da colpi da tutte le parti contro chiunque cercasse di fuggire».

Sono 15 i terroristi uccisi. Lo rende noto il servizio arabo di Sky News, sottolineando che i miliziani uccisi avrebbero tutti preso parte all'attacco. Nel raid sono anche stati distrutti due veicoli, prosegue l'emittente. L'esercito egiziano sta anche perlustrando altre auto.

«Nel quadro delle indagini condotte dalla Procura generale sull'attentato contro la moschea di Al Rawdah nella regione di Bir al-Abd, nel governatorato del Sinai, che ha fatto 235 morti e 109 feriti fino ad ora, il procuratore generale, consigliere Nabil Sadek, ha ordinato che un grande pool» di inquirenti «vada negli ospedali per interpellare i feriti e ascoltare le testimonianze al fine di apprendere come ha avuto luogo questo attentato», così si legge nel comunicato della procura.

«La tristezza e il dolore che provano ora gli egiziani non sarà vano»: è questo il primo commento del presidente egiziano Al Sisi dopo l'attentato. Il messaggio è stato diffuso dalla Tv di Stato. «Gli egiziani trarranno da questo dolore la volontà di affrontare il terrorismo». Riferendosi all'Isis Al Sisi ha annunciato che l'Egitto «risponderà con forza brutale a questo gruppuscolo». «Questo attentato non fa altro che renderci che più solidi, più forti e più uniti nella nostra lotta contro il terrorismo», ha detto ancora il capo di Stato.

Il Presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di cordoglio al suo omologo egiziano: «Ho appreso con profondo dolore la notizia del vile attentato che ha colpito poche ore fa la moschea di Bir Al-Abed con un drammatico bilancio di morti e feriti. Nella comune lotta contro il terrorismo e l'estremismo religioso - nemici esiziali della libera espressione del culto - l' Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell'Italia». Lo rende noto il Quirinale. «Giungano a lei, Signor Presidente, al popolo egiziano e alle famiglie delle numerosissime vittime le espressioni del più sentito cordoglio degli italiani tutti, unitamente a un sincero augurio di ristabilimento per i feriti», aggiunge il presidente Mattarella.

Cordoglio anche da parte del presidente del Consiglio 
Paolo Gentiloni: «Orrore per la strage terroristica nella moschea del Sinai. I nostri pensieri vanno alle vittime, la nostra solidarietà alle famiglie colpite e all'Egitto», ha scritto su Twitter. «Solidarietà e vicinanza» è stata espressa anche dal ministro degli esteri Angelino Alfano: «La paura non prevarrà», ha scritto Alfano su Twitter condannando l'attentato kamikaze.

«Orribile e vile attacco terroristico contro fedeli innocenti e indifesi in Egitto. Il mondo non può tollerare il terrorismo, dobbiamo sconfiggerli militarmente e screditare l'ideologia estremista che forma la base della loro esistenza!», è questo invece il messaggio del presidente degli Stato Uniti Donald Trump. 

«L'uccisione di civili nel corso di una funzione religiosa è un atto scioccante per crudeltà e cinismo: una volta di più si dimostra che i terroristi sono privi di moralità umana». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un telegramma di condoglianze inviato al presidente egiziano al-Sisi. Lo fa sapere il Cremlino - riporta Interfax - che sottolinea come Putin si sia detto pronto a «incrementare la cooperazione con l' Egitto, paese amico, nella sua lotta contro il terrorismo interno».

Papa Francesco è «profondamente addolorato» per «la grande perdita di vite umane causata dagli attacchi terroristici alla moschea Rawda nel Nord Sinai». È quanto si legge in un telegramma a firma del Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, nel quale il pontefice esprime «la sua ferma condanna per questo atto di brutalità contro civili innocenti riuniti in preghiera». Il Papa «si unisce a tutte le persone di buona volontà nell'implorare che i cuori induriti dall'odio imparino a rinunciare alla violenza che porta a tanta sofferenza».


«Operazione vendetta per i martiri». Si chiama così l'offensiva lanciata dalle autorità egiziane in risposta all'attacco sferrato durante la preghiera di mezzogiorno contro la moschea del villaggio di al-Rawdah, nel governatorato del Sinai del Nord, nell' Egitto settentrionale.
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Venerdì 24 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 25-11-2017 11:59
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