Calenda s’iscrive ai dem, tra i pugliesi c’è chi tifa per lui

Calenda s’iscrive ai dem, tra i pugliesi c’è chi tifa per lui
In punta di piedi, all’apparenza. Ma in realtà col deflagrante carico di chi s’è ritagliato un ruolo da copertina al governo e gode di un pronunciato carisma. Carlo Calenda s’è iscritto al Pd, tra le dichiarazioni e i tweet di soddisfazione di larga parte del gruppo dirigente dem. Ma già si compulsa la sfera di vetro per intravederne ruolo e futuro nel partito: apripista alla leadership di Paolo Gentiloni?, guastatore a danno di Matteo Renzi?, oppure candidato segretario nel congresso che verrà? La fase nel Pd è talmente convulsa che nessuna delle tre opzioni può essere descritta in vantaggio sulle altre. Di certo però anche in Puglia c’è chi segue con interesse le mosse di Calenda: orlandiani, renziani (o ex) e tutti coloro i quali criticano l’approccio frontale di Michele Emiliano, ma allo stesso tempo ritengono esaurita la stagione renziana. Dagli ex parlamentari Federico Massa e Salvatore Tomaselli, è un’area fluida che potrebbe dilatare i propri confini.
Si badi: siamo ancora lontani dalla corrente calendiana, magari in prospettiva congressuale. Anzi: è uno scenario al momento residuale. Però il ministro è uno dei punti di coaugulo di una coscienza “terza” nel Pd: l’altro riferimento di prima fascia è Paolo Gentiloni. «Se il Pd si allea con il M5S - ha twittato di prima mattina il ministro - il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici», di fatto poi archiviando una riga il segretario ormai dimissionario, Matteo Renzi, sempre con poche battute su Twitter: «Nel Pd il leader c’è e fa il Pdc», cioè il presidente del Consiglio. Claudio De Vincenti, ministro della Coesione territoriale, è un’altra sponda di questo mondo in movimento. E De Vincenti - proprio a cominciare dai già citati Massa e Tomaselli - ha ottime relazioni pugliesi.
Ciò che lega Calenda e De Vincenti alla Puglia è senz’altro la guerra muscolare con Emiliano su dossier chiave: Ilva, Tap. Che tuttavia stimolano un altro quesito: quanto peseranno sul radicamento pugliese di Calenda? Intanto proprio Emiliano dà il “benvenuto” al ministro nel partito, a modo suo: «Il Pd si liberi al più presto di personaggi come Calenda».
Il ministro, nonostante i riflettori, sta tatticamente arroccato sulla linea della prudenza: correre per la segreteria del Pd «sarebbe ridicolo», «in questo momento di tutto abbiamo bisogno tranne che di correre da qualche parte. Abbiamo bisogno di rimetterci insieme, di far iscrivere molta gente e ricominciare». «Perché - insiste - se cominciamo a discutere» anche su questioni come quella dei «capigruppo» è «davvero finita».
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Giovedì 8 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:04