Dj Fabo morto in clinica in Svizzera. «Ha morso un pulsante, prima di morire ha scherzato»

Dj Fabo è morto. Lo ha annunciato Marco Cappato su Twitter. Questo quanto scritto dal leader dell'associazione Luca Coscioni: «Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo». E poi un altro tweet, con l'hashtag "taxi", in polemica verso i ritardi della politica nel dare all'Italia una legge sul fine vita: «Se i malati terminali potessero paralizzare l'Italia per settimane la legge sul biotestamento sarebbe stata approvata 20 anni fa #taxi».
 
 

Dj Fabo «ha morso un pulsante per attivare l'immissione del farmaco letale: era molto in ansia perchè temeva, non vedendo il pulsante essendo cieco, di non riuscirci. Poi però ha anche scherzato», ha raccontato all'Ansa Cappato che ha accompagnato Fabo nel suo ultimo viaggio in Svizzera, nella clinica dove gli è stata praticata l'eutanasia. Il giovane, cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale, ha scherzato così sul pulsante dal premere: «E se non ci riesco? Vorrà dire che tornerò a casa portando un po' di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono». Appena terminate le procedure preliminari però, ha proseguito Cappato, «Dj Fabo ha voluto procedere subito, ha voluto farlo subito senza esitare».

Dj Fabo aveva chiesto più volte di morire, anzi di «tornare libero», chiedendo aiuto a tanti, fino all'ultimo appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «fatemi uscire da questa gabbia». Una decisione presa quando, dopo il grave incidente che nell'estate del 2014 lo aveva reso cieco e tetraplegico, aveva avuto la certezza di una condizione irreversibile, e che la sua vita poteva essere solo quella di un uomo con la mente lucida ma «prigioniero del suo corpo». Da allora la battaglia personale di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, si è intrecciata con quella politica per regolamentare l'eutanasia e permettere a ciascun individuo di essere libero di scegliere. Il disegno di legge sul biotestamento, dopo oltre un anno di dibattito e decine di audizioni, ha infatti subito, nei giorni scorsi, il terzo rinvio. Il testo doveva approdare in aula proprio oggi, 27 febbraio, ma l'avvio dell'esame alla Camera è stato rimandato. Dopo quest'ennesima dilazione, la scelta di dj Fabo di andare in Svizzera a cercare la «dolce morte».

Ieri, accompagnato da alcuni familiari e da Marco Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, ha raggiunto la clinica Dignitas, vicino a Zurigo, per ricevere il suicidio assistito. «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato», aveva detto ieri, in un messaggio audio pubblicato sui social. E aveva ringraziato Cappato, promotore della campagna 'Eutanasia legale', che lo ha accompagnato: «Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco, grazie mille».

«Grazie a te Fabo», gli ha risposto. All'arrivo la prima visita medica. Poi questa mattina, la morte, annunciata su twitter dallo stesso Cappato: « Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo». (segue) Prima broker e poi musicista di successo con lo pseudonimo di Dj Fabo, Fabiano Antoniani aveva 39 anni. Aveva lasciato il suo lavoro di assicuratore dedicarsi alla sua passione: la musica. «Nella vita ho fatto di tutto, l'assicuratore, il geometra, il broker - aveva raccontato nel video-appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella - ma la mia passione più grande è sempre stata la musica».

Una passione che lo aveva portato a diventare un noto dj, protagonista delle serate milanesi. Fino a quella notte del 13 giugno 2014 quando, di ritorno da una serata in un locale milanese, Fabiano rimase vittima di un terribile incidente stradale. Per un «ragazzo vivace e un pò ribelle», come si definiva Fabo, diventare cieco e tetraplegico era stato come restare per sempre intrappolato in «una notte senza fine». Per questo motivo, dopo diversi appelli e l'ennesimo rinvio delle norme sul biotestamento, la scelta estrema: l'eutanasia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lunedì 27 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 28-02-2017 09:23
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti