Il pezzotto spopola in tv, il decoder pirata con tutte le tv del mondo: «Costa solo 12 euro»

Il pezzotto, il decoder pirata per vedere Sky, Netflix, Mediaset e Dazn: «Costa 12 euro al mese»
Si chiama, in gergo, il pezzotto ed è un decoder molto particolare: una scatoletta, chiamata Box Android, che collegata alla vostra TV vi fa vedere tutte le televisioni del mondo, comprese le pay tv e anche le pay per view. E quindi Sky, Dazn, Mediaset Premium, Primafila (il servizio a pagamento di Sky), Sky on demand, persino Netflix: più tutte le tv a pagamento non solo italiane ma anche estere. Insomma tutto ciò che normalmente si dovrebbe pagare, con il pezzotto è gratis.

L’idea nasce all’estero, ma è stata perfezionata a Napoli: ne hanno parlato ieri Le Iene in un servizio in cui spiegano molto bene funzionamento e costi. Estremamente convenienti per gli utenti, perché poter vedere tutto costa solo 12 euro al mese, a fronte dei 10 solo per Dazn o delle diverse decine di euro mensili di Sky o Premium. Un abbonamento da 12 euro al quale bisogna aggiungerne 60 per il decoder.

Ciò che però non bisogna dimenticare è che il pezzotto, sebbene sia molto conveniente, è completamente illegale. Il sistema utilizza in origine abbonamenti regolari, ma si appoggia a server esteri: un giro da migliaia, se non milioni, di euro, che non coinvolge solo l’Italia (dove ci sono decine di installatori) ma anche altre nazioni.

COME TROVARLO
Ci sono due modi, spiegano Le Iene, per sperimentare questa tipologia di abbonamento: la prima è cercare tutto online, e su decine di siti ci sono le istruzioni per configurare il tutto, utilizzando ovviamente una connessione veloce (la tecnologia sfrutta la connessione internet). La seconda è il passaparola: in molte città c’è qualcuno pronto a installare il decoder e ad accordarsi su uno, due o tre mesi di abbonamento.

Il prezzo per un anno intero è di 144 euro (12 euro al mese): gli installatori assicurano che non è illegale, lo fanno tutti. Ma in realtà è illegale eccome, come si può ben capire dai costi e dalla differenza con i canonici abbonamenti. Il funzionamento è semplice: i pirati comprano abbonamenti originali, un abbonamento per ogni canale che vogliono trasmettere, da Sky a Dazn a Netflix a Premium. «Estrapolato il segnale, lo inviano a server esteri noleggiati appositamente, per poi rivendere il segnale stesso agli abbonati in Italia», spiega l'inviato di Italia 1.

UN GIRO ENORME
Secondo gli studi, si tratta di un giro di migliaia di euro, che finiscono nelle tasche dei pirati e non delle piattaforme: e non si parla solo dell’Italia, perché questi abbonamenti esistono anche in altri Paesi, in Europa ma non solo. Si parla di un milione e mezzo di abbonamenti pirata solo nel nostro Paese, ma i numeri potrebbero essere anche superiori.

SI RISCHIA IL CARCERE
Ma cosa rischia chi installa il pezzotto o chi lo utilizza? Non certo una semplice multa, come pensano gli ingenui installatori intervistati da Le Iene, ma una denuncia penale e una pena da 1 a 3 anni di reclusione. Polizia Postale e Guardia di Finanza stanno cercando di fermare questo fenomeno, che tra l’altro toglie proventi alle emittenti e quindi ai produttori dei contenuti, proventi che potrebbero essere reinvestiti sempre di più per alzare la qualità. Ma questa è un’altra storia.
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Giovedì 11 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:17
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