Bimbo resta solo in classe. I genitori degli altri scolari: «Ha problemi, può fare del male ai nostri figli»

Bimbo resta solo in classe. I genitori degli altri scolari: «Ha problemi, può fare del male ai nostri figli»
È rimasto solo in classe. Soltanto lui, circondato da banchi vuoti. Tutti i compagni di scuola altrove, in altre classi, trasferiti su richiesta dei genitori perché lui ha un disturbo del deficit dell’attenzione e dell’iperattività (sindrome Adhd).
È la storia di un alunno che frequenta la seconda elementare in una scuola di Bari. Lunedì scorso è rientrato nella sua classe e ha scoperto che i suoi compagni avevano chiesto tutti di cambiare aula o scuola. Il piccolo avrebbe trascorso parte del tempo in compagnia di un’insegnante, in un laboratorio, e la restante parte della giornata in un’aula con altri alunni, ma senza avere neanche il banco. Sarebbero stati i genitori degli altri bambini a chiedere i nulla osta per trasferire i figli perché temono che il bambino con la sindrome Adhd possa far loro del male e che il suo disturbo possa costringere a un rallentamento della didattica.
La dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bari, Giuseppina Lotito, assicura che «il bambino avrà una classe adatta a lui: le risorse professionali ci sono, sono state date da tempo, e pensiamo che entro lunedì avremo risolto la situazione».
Le risorse faranno sì che in tutte le 40 ore in cui il bambino è a scuola abbia un adulto che lo supporti. «Noi curiamo 6.200 alunni diversamente abili. La criticità va risolta, è il nostro mestiere - spiega Lotito -. Al momento c’è un dialogo tra genitore e dirigente scolastico, ed antro lunedì si deciderà la posizione del bambino, se vorrà rimanere in quella scuola, in quella classe, oppure vorrà cambiare». Le speranze per il bambino e sua madre sono ora rivolte a un’altra scuola di Bari che sarebbe già pronta ad accogliere il piccolo rifiutato dai compagni di classe.
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Giovedì 29 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:20