Bari tappezzata di manifesti contro i vaccini
Indagine per scoprire i committenti

Bari tappezzata di manifesti contro i vaccini
Indagine per scoprire i committenti
Una indagine dei carabinieri del Nas e della Procura di Bari per procurato allarme e polemiche che ancora non si spengono. I tre maxi manifesti affissi dai No Vax a Bari per invitare i cittadini a informarsi prima di sottoporsi ai vaccini fanno discutere: su segnalazione del sindaco Antonio Decaro, il ministro Beatrice Lorenzin ha dato mandato ai Nas di intervenire, i carabinieri sono stati negli uffici del Comune barese per identificare chi ha affisso i manifesti e l’agenzia responsabile, parallelamente in Procura è arrivata una denuncia per procuratore allarme da parte del ministero stesso che ha fatto aprire un fascicolo.
Ora toccherà alla magistratura decidere se ci sono i presupposti per intervenire facendo togliere i cartelloni sotto accusa e se procedere contro gli autori. Al momento non ci sono indagati, tutto è partito da un commento sulla bacheca facebook di Decaro da parte di una pediatria che segnalava, indignato, quei manifesti. Il sindaco si è attivato immediatamente informando dell’accaduto il ministero della Salute. Ieri, è arrivata la replica degli autori del messaggio, il comitato “Nati Liberi – Libera scelta vaccinale” di Bari e provincia. I No Vax puntano l’indice contro Comune e ministero accusandoli di “censura”. «Prendiamo atto - si legge in un comunicato - con stupore e inquietudine della decisione del ministero della Salute di inviare i Nas negli uffici del Comune di Bari al fine di identificare l’agenzia responsabile della affissione di tre manifesti recanti un invito alla corretta informazione in ambito vaccinale. Come genitori informati e consapevoli ci sentiamo feriti da questi provvedimenti, che – qualora confermati – colpirebbero evidentemente la libertà di espressione, di coscienza, di pensiero, dopo che la legge 119, promulgata in gran fretta nel mese di luglio 2017, aveva già fatto man bassa della libertà di scelta e di cura, imponendo ai neonati e ai bambini tutti fino a 16 anni di età una batteria di vaccini mai imposta in alcun paese al mondo e mai sperimentata su alcun essere umano né cavia».
I No Vax criticano l’intervento del ministero: «Senza entrare nel merito della questione vaccinale - dicono - come genitori e come cittadini affermiamo a caratteri cubitali che i provvedimenti disposti dal ministero della Salute, chiamato in causa dal sindaco di Bari Antonio Decaro, a sua volta sollecitato a prendere posizione sui social network da un pediatra barese e dai suoi follower, sono intollerabili in un paese civile e democratico». I manifesti potrebbero essere rimossi, ma i No Vax si oppongono: «Sono cartelloni con i quali invitavamo la cittadinanza a considerare la vaccinazione per quello che è, ossia un atto medico, da effettuarsi con consapevolezza dei possibili effetti collaterali e reazioni avverse». Non è la prima volta che in Puglia nascono polemiche tra i No Vax e le istituzioni: un mese fa, a Locorotondo fu cancellato un convegno promosso dai sostenitori della tesi contraria all’obbligo vaccinale dopo l’intervento di alcuni consiglieri regionali, come Fabiano Amati e dello stesso ministero. Sempre a Bari, è stato fatto rimuover un roll up installato all’interno di un cinema che lanciava lo stesso messaggio dei manifesti della discordia. In estate, invece, fece discutere l’apertura di Michele Emiliano ai No Vax.
 
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Sabato 6 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:55