Botte tra deputati alla Camera mentre si litiga sul caso del Palagiustizia di Bari

Botte tra deputati alla Camera mentre si litiga sul caso del Palagiustizia di Bari
È successo di tutto nell’Aula di Montecitorio chiamata ad esaminare il decreto col quale il Governo è intervenuto sul “caso Bari” sospendendo le udienze fino a settembre, in attesa di trovare una nuova sede per il tribunale. L’opposizione ha portato in aula quanto denunciato oggi in un articolo apparso su “La Repubblica”, ovvero che l’immobile scelto sarebbe di proprietà di un imprenditore barese che avrebbe prestato soldi ad un clan della criminalità organizzata barese. La deputata del Pd Alessia Morani ha chiesto il ministro della Giustizia Bonafede si presentasse in aula per chiarire. Questo mentre dai banchi della stessa opposizione si levava lo slogan che nella passata legislatura è stato utilizzato spesso dai Cinque Stelle: «Onestà, onestà, onestà!». La presidente della commissione Giustizia, Giulia Sarti, ha cercato di difendere il governo, finito sotto accusa, ma a peggiorare le cose è intervenuto un post che il ministro Bonafede ha pubblicato su Facebook. «La procedura di individuazione dell’immobile destinato a ospitare gli uffici giudiziari baresi è stata eseguita nel pieno del rispetto delle regole, in maniera pubblica e pienamente trasparente. La commissione - ha scritto il ministro - ha aggiudicato a chi ha ottenuto il miglior punteggio, e sono stati avviati tutti i controlli previsti dalla legge. In seguito a quanto appreso da fonti di stampa, ho chiesto un ulteriore approfondimento».
E’ stato il modo in cui Bonafede ha scelto di intervenire, un post su Facebook e non una sua presenza alla Camera come chiesto dall’opposizione, che ha riscaldato ulteriormente gli animi.
L’atmosfera si è fatta poi incandescente quando dai banchi della Lega qualcuno ha provocato i parlamentari di Fratelli d’Italia accusandoli di «essere la stampella del M5S». È stato in quel momento che dagli insulti si è passati ai ceffoni e agli spintoni. Il presidente Fico ha chiesto l’intervento dei commessi e uno di loro ha rimediato un ceffone. La seduta è stata sospesa. È la prima volta che in questa legislatura a maggioranza M5S-Lega scoppiano disordini a Montecitorio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 12 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:56