Il Papa a Bari per incontrare i patriarchi del Medio Oriente
«Nessuna alternativa alla pace»

Il Papa a Bari per incontrare i patriarchi del Medio Oriente
«Nessuna alternativa alla pace»
Alcune colombe bianche sono state lasciate volare in cielo in segno di pace alla fine dell'incontro a Bari tra Papa Francesco e i Patriarchi orientali a Bari. A portarle sul sagrato della basilica si San Nicola alcuni bambini e adolescenti della Città dei Ragazzi di Mola di Bari. Si conclude cosi la parte ufficiale di questo incontro a Bari per la pace in Medio Oriente. Ora Papa Francesco e i Patriarchi si sposteranno in arcivescovado per il pranzo. Il Papa ripartirà da Bari alle 16 e il rientro in Vaticano è previsto per le 17.15.

Le decine di migliaia di fedeli che sono a Bari si sono raccolti in preghiera mentre è in corso l'incontro a porte chiuse, nella Basilica di San Nicola a Bari, fra Papa Francesco e i Patriarchi delle Chiese e comunità cristiane del Medio Oriente. I fedeli si sono raccolti in preghiera per sostenere l'incontro stesso.
Il «Oggi, malgrado tutto, non c'è alternativa possibile alla pace». Lo scandisce il Papa al termine del dialogo con i Patriarchi a porte chiuse nella Basilica di San Nicola a Bari. «Sono molto grato per la condivisione che abbiamo avuto la grazia di vivere - esordisce Francesco - Ci siamo aiutati a riscoprire la nostra presenza di cristiani in Medio Oriente. Essa sarà tanto più profetica quanto più testimonierà Gesù Principe della pace. Egli non impugna la spada, ma chiede ai suoi di rimetterla nel fodero. Anche il nostro essere Chiesa è tentato dalle logiche del mondo, logiche di potenza e di guadagno, logiche sbrigative e di convenienza. E c'è il nostro peccato, l'incoerenza tra la fede e la vita, che oscura la testimonianza. Sentiamo di doverci convertire ancora una volta al Vangelo, garanzia di autentica libertà, e di farlo con urgenza ora, nella notte del Medio Oriente in agonia». Il Pontefice, ai fedeli in attesa sulla piazza, spiega come è andato il dialogo avuto poco prima a porte chiuse con i Capi delle Chiese mediorientali: «Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente. È stato un segno che l'incontro e l'unità vanno cercati sempre, senza paura delle diversità. Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c'è alternativa possibile alla pace. Non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo. Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l'arte dell'incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all'ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri». «Solo così, - spiega Bergoglio - avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace. Per fare questo è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!».
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Sabato 7 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:13