Terrorismo, nipote vittima Br: chiedano scusa sulle tombe

Terrorismo, nipote vittima Br: chiedano scusa sulle tombe
«Voglio un incontro ma deve essere prima di tutto un confronto dove dicano le verità ai familiari delle vittime e a chi ha indagato e vissuto quegli anni sulla propria pelle. Sono pronto a guardare negli occhi non solo Franceschini ma addirittura Enrico Galmozzi, il killer di mio zio, perché finora comunque non ho mai visto nessuno andare a chiedere perdono davanti a una delle tombe delle persone da loro brutalmente uccise». Così Potito Perruggini, nipote di Giuseppe Ciotta, poliziotto ucciso nel 1977 da Prima Linea, risponde a Gero Grassi che è intervenuto sulla polemica nata in seguito all'invito di Alberto Franceschini, tra i fondatori delle Br, ad un convegno su Aldo Moro a Bari. «Domani è l'anniversario dell'omicidio Ciotta - continua -, aspetto Enrico Galmozzi al cimitero di Ascoli Satriano dove mio zio riposa da 42 anni». Perruggini si dice poi disposto ad «incatenarsi per non consentire l'accesso al teatro dove di terrà l'evento», giovedì prossimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lunedì 11 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 16:45