Strage nello scontro fra treni, ci sono 7 nuovi indagati

Strage nello scontro fra treni, ci sono 7 nuovi indagati
Ci sono sette nuovi indagati, tra cui il conte Enrico Maria Pasquini, già presidente di Ferrotranviaria, per lo scontro tra i treni di Ferrotramviaria. La nuova contestazione avanzata dalla procura di Trani, guidata da Francesco Giannella, è legata al sistema di sicurezza adottato sulla linea Andria-Corato, dove lo scorso luglio persero la vita 23 persone e 50 rimasero ferite.
I nuovi avvisi di garanzia sono stati notificati oggi e vertono attorno all'osolescenza del "blocco telefonico", utilizzato per consentire la marcia dei treni. In questi mesi di indagine i magistrati hanno ipotizzato per questo il reato di “rimozione od omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro”, che prevede la pena della reclusione fino a 10 anni. Secondo gli inquirenti, i sistemi di sicurezza avrebbero dunque dovuto essere migliori. Il blocco telefonico, infatti, è unanimemente ritenuto il meno sicuro, basandosi sulle comunicazioni tra i due capistazione.

Le persone sotto inchiesta diventano così 14, a vario titolo accusate di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose plurime. Figurano tra gli indagati il presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante legale della compagnia Gloria Pasquini, il direttore generale, Massimo Nitti, e il direttore di esercizio Michele Ronchi, oltre al capotreno Nicola Lorizzo e i capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, che quella mattina diedero il via libera ai convogli poi scontratisi mentre erano in marcia tra le due stazioni.
 
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Martedì 17 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:39