L’aeroporto perde il centro di controllo dell’Enav
Dubbi sul futuro dei 200 addetti

L’aeroporto perde il centro di controllo dell’Enav
Dubbi sul futuro dei 200 addetti
C’è anche Brindisi nel nuovo Piano industriale 2018-2022 dell’Enav, l’Ente nazionale per l’assistenza al volo. Quello del capoluogo messapico, infatti, è uno dei quattro centri di controllo attraverso i quali attualmente Enav gestisce il traffico aereo nazionale assistendo gli aeromobili in fase di rotta, oltre alle 45 torri di controllo in altrettanti aeroporti che gestiscono le fasi di atterraggio e decollo. E il territorio si interroga sul destino dei 200 lavoratori Tecnosky.
Ma col nuovo Piano industriale, le cose sono destinate a cambiare. Proprio come era previsto che accadesse, in realtà, con il Piano industriale 2014-2018. Il documento, infatti, stabiliva un riassetto che avrebbe sottratto, a partire dall’1 maggio 2014, alle competenze del Centro di controllo d’area di Brindisi la fornitura dei servizi di controllo del traffico nello spazio aereo del Tirreno orientale a beneficio dell’omologo centro di Roma.
«Il nuovo modello operativo - si legge nel documento di programmazione più recente dell’Enav - prevede il consolidamento a regime dei quattro centri di controllo sulle due sedi di Roma e Milano. Entro il 2022, i centri di controllo di Roma e Milano, che già gestiscono l’avvicinamento sui maggiori aeroporti nazionali, assorbiranno anche le attività di quasi tutti i centri di avvicinamento dislocati sulle torri di controllo».
Questo vuol dire, si legge ancora nel Piano industriale 2018-2022, che «i centri di controllo di Brindisi, gradualmente fino al 2022, e nel quinquennio successivo di Padova, saranno il fulcro di una importante trasformazione tecnologica e industriale: verranno infatti gradualmente trasformati nei due hub dai quali progressivamente verranno gestite da remoto le torri di controllo e le attività principali di altri aeroporti e lo sviluppo delle tecnologie ad essi pertinenti».
In buona sostanza, il centro di Brindisi prima e quello di Padova poi cominceranno a controllare - a distanza - le torri di controllo degli aeroporti italiani, che si occupano in pratica solo dei decolli, degli atterraggi e dei movimenti degli aeromobili a terra. Come avverrà questo controllo ed in quanto tempo entrerà in funzione è ancora tutto da capire, come sono da capire le possibili conseguenze dal punto di vista occupazionale.
Ad ogni modo, quella che investirà il centro di controllo di Brindisi, che nel documento dell’Enav sembra un passo in avanti in termini tecnologici e organizzativi, è una trasformazione che nel capoluogo adriatico non è stata accolta favorevolmente. L’impressione, infatti, è che Brindisi stia perdendo un altro pezzo della propria autonomia, ed anche della propria occupazione, a vantaggio di altri territori. Non a caso, la politica in queste ora sta cominciando a fare sentire la propria voce. Soprattutto riguardo al destino della Tecnosky, società che per conto dell’Enav effettua la manutenzione tecnica l’assistenza per la strumentazione elettronica utilizzata dal centro di controllo.
Proprio riguardo alle risorse umane, il Piano industriale 2018-2022 di Enav prevede, si legge nello stesso documento, «una progressiva ottimizzazione del dimensionamento degli organici, in linea con le best practice internazionali, ed una più equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro su tutte le strutture operative, agendo attraverso una politica attiva di pianificazione e gestione del turn over naturale previsto nell’arco di piano e di incentivi, senza far a strumenti di riduzione forzosa degli organici. Il graduale inserimento di nuove risorse, a parziale sostituzione delle persone che avranno maturato il diritto alla pensione o che avranno perduto la licenza per limiti di età, e l’introduzione di nuove tecnologie, consentiranno una crescita professionale dei controllori del traffico aereo e il coinvolgimento del personale nel perseguimento delle nuova sfide operative e tecniche».
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Mercoledì 14 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:09