Autoriciclaggio con i Rolex Il gioielliere ai domiciliari

Autoriciclaggio con i Rolex Il gioielliere ai domiciliari
Libero dall'agosto scorso torna ora ai domiciliari il gioielliere ostunese Giuseppe Pannofino in virtù di un aggravamento della misura cautelare dell'obbligo di dimora richiesta dal pm, rigettata dal gip, disposta dal Riesame e confermata dalla Cassazione. L'indagine è sempre la stessa, si aggiunge però ora al novero anche l'accusa di autoriciclaggio per la presunta vendita di Rolex identici agli originali ma falsi. È mutato tra l'altro lo scenario, a parere dei magistrati, per quel che riguarda esigenze cautelari. È stato infatti ravvisato il pericolo di inquinamento delle prove a seguito delle dichiarazioni di una persona offesa, dichiarazioni acquisite dalla Finanza e dal pm Raffaele Casto.
L'operazione di cui si parla, in cui Pannofino fu coinvolto, risale allo scorso aprile, ed è quella denominata Frankenstein: erano sei le persone arrestate a vario titolo per ricettazione e riciclaggio di orologi di lusso patacca.
In tutto 38 gli orologi falsificati che furono individuati: furono sequestrati insieme a casse, meccanismi, lancette, corone, garanzie, custodie e scatole.
I periti delle case produttrici confermarono all'epoca l'effettiva alterazione degli stessi. Il volume d'affari era stato stimato per circa 250mila euro.
I finanzieri, al comando del tenente colonnello Gabriele Gargano, effettuarono dal 2017 in poi diverse perquisizioni nel corso delle quali prelevarono orologi di marca Rolex e Omega. In tutti i casi si sarebbe trattato di prodotti definiti come Frankenstein (da qui il nome dell'operazione) dalle aziende stesse: impeccabile fattura, identici agli originali, ma falsi. Il giro avrebbe avuto come punto di partenza Napoli, laddove le componenti venivano assemblate. Nel passaggio successivo i Rolex e simili sarebbero stati offerti a un personaggio già noto alle forze dell'ordine che con il concorso di alcuni soggetti tarantini in qualità di corrieri li avrebbe forniti a Pannofino che li avrebbe poi venduti a ignari clienti o ad altre oreficerie.
Nessun dubbio, per gli inquirenti, riguardo alla consapevolezza di Pannofino: In ragione delle qualità del venditore e dei suoi prestanome, della sistematica sottoscrizione da parte dei corrieri di Saracino delle false dichiarazioni di vendita e delle false quietanze di pagamento, dei difetti riscontrati su molti orologi, dell'assenza delle garanzie originali, e della convenienza dei prezzi di vendita.
In presenza di nuovi elementi di indagine la procura ha di recente chiesto per Pannofino l'aggravamento della misura cautelare per l'ipotesi di autoriciclaggio aggravato.
Quando la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'indagato, è stato eseguito il nuovo provvedimento che ripristina gli arresti domiciliari.
La difesa di Pannofino è affidata agli avvocati Francesca Conte e Alessandra Quarta Conte. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia il gioielliere si dichiarò estraneo alle accuse, disse di essere stato a sua volta truffato.
Gli avvocati ora auspicano una rapida chiusura dell'inchiesta, sì da poter difendere il 57enne ostunese nelle sedi opportune, nel corso di un eventuale processo e quindi in contraddittorio.
R.Gra.
 
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Venerdì 11 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento: 14:39