Buste paga gonfiate: ai domiciliari il "re" del mobile Magrì e sua moglie

Buste paga gonfiate: ai domiciliari il "re" del mobile Magrì e sua moglie
FRANCAVILLA - Avrebbero imposto ai dipendenti trattamenti inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali, avrebbero anche preteso la sottoscrizione di ricevute per emolumenti mai corrisposti o buste paga maggiorate, ferie mai godute e avrebbero anche preteso che un lavoratore in nero, vittima di un incidente sul lavoro, dichiarasse in pronto soccorso di essersi ferito a casa: con l’accusa di autoriciclaggio ed estorsione due imprenditori di Francavilla Fontana (Brindisi), Vincenzo Magrì, 65 anni e Maria Lucia Scatigna, di 45, marito e moglie, entrambi con ruoli nella società MagrìArreda, attività che si occupa di commercio di mobili per la casa e che ha punti vendita in tutta Italia, sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi, in esecuzione di un provvedimento del gip. Vincenzo Magrì è il padre dell’imprenditore Antonio, titolare di un’altra azienda di commercializzazione di mobili e presidente del Francavilla Calcio, del tutto estraneo all’inchiesta. Sette sono gli indagati in stato di libertà: dalle investigazioni è emerso che le presunte condotte estorsive sarebbero state compiute in concorso, tra gli altri, con due sindacalisti che avrebbero indotto i lavoratori ad accertare, sotto la minaccia del licenziamento, falsi accordi conciliativi, obbligando gli stessi a rinunciare a retribuzioni spettanti e ad altri diritti tutelati dalla legge. Nella circostanza è stato eseguito un sequestro preventivo di 1,2 milioni di euro ritenuti il profitto dei reati contestati. 

 
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Giovedì 6 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:21