Troppo caldo: vendemmia anticipata per salvare la produzione

Troppo caldo: vendemmia anticipata per salvare la produzione
Ormai è allarme nel mondo agricolo brindisino per i danni che il caldo torrido sta causando sui prodotti e sulle piante. Ovunque si lamenta una perdita di produzione con un calo preoccupante che si aggira, mediamente, intorno al 40 per cento. Le temperature che vanno ben oltre i 40 gradi stanno letteralmente lessando i prodotti e minando l’esistenza degli impianti. Dagli olivi ai vitigni passando per i prodotti orticoli. Come sempre a lanciare l’allarme è la Coldiretti che in queste ore sta monitorando con i suoi tecnici i campi della provincia di Brindisi annotando foglio dopo foglio le varie perdite produttive per fare una stima dei danni. 
Purtroppo l’effetto del caldo sta causando una desertificazione del territorio con sviluppi preoccupanti a causa delle precipitazioni diminuite paurosamente da 950 millimetri l’anno a circa 300-400 millimetri. Gli effetti sull’agricoltura sono evidenti e preoccupanti dato che i quantitativi di acqua accumulati negli invasi continuano a registrare una progressiva differenza negativa a causa della drastica diminuzione di piogge. Infatti, sono drammatici gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzerano in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Così, gli agricoltori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. 
Il clima impazzito, con inverni freddi ed estati calde, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come viti, olivi, frutti estivi. In questi giorni, infatti, molte aziende agricole stanno vendemmiando lo Chardonnay e nei prossimi giorni toccherà ad altre varietà. 
Il caldo anomalo e le precipitazioni violente rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo brindisino. In quasi tutto il territorio sarà necessaria l’irrigazione di soccorso per alleviare le coltivazioni dall’arsura. Anche in questo caso, però, c’è il rischio dell’acqua salata poiché le falde acquifere non si sono potute rimpinguare a causa della mancanza di piogge. 
 
Stessa situazione critica sul fronte zootecnico. Gli animali nelle stalle stanno soffrendo della produzione di latte. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte, anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l’accensione di ventilatori, doccette refrigeranti e l’utilizzazione d’integratori specifici a base di sali di potassio nell’alimentazione preparata dagli allevatori che fanno, però, aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese.
«Siamo molto preoccupati per quest’andamento climatico - ha spiegato Sergio Botrugno, direttore provinciale di Coldiretti - stiamo compiendo dei monitoraggi nelle campagne per la valutazione dei danni causati dalla siccità. Ovunque c’è un evidente stress idrico, specialmente nei terreni sabbiosi, che si manifesta con l’appassimento delle foglie e dei frutti. Ci sono danni strutturali agli impianti produttivi che si vedranno anche nel prossimo anno giacché le piante ne sono state investite in pieno». Insomma, un allarme rosso. «Certamente - ha confermato il presidente - in questi giorni stiamo vendemmiando le uve Chardonnay e il calo di produzione dovrebbe aggirarsi intorno al 30 per cento». Un aiuto alla perdita economica aziendale potrebbe giungere dalle assicurazioni, per chi l’ha sottoscritta.
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Venerdì 11 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 22:08