Ferito da un colpo di arma da fuoco. Mistero sul ferimento

L'ospedale di Fasano
E' tutt'ora avvolto in un alone di mistero il ferimento del 40enne fasanese Francesco Saponaro raggiunto al braccio, giovedì sera, da un colpo di pistola. L'uomo è giunto al punto di primo intervento dell'ospedale Umberto I sanguinante e i sanitari in servizio, resisi conto anche della situazione, lo hanno inizialmente medicato per poi trasportarlo all'ospedale Antonio Perrino di Brindisi dove il ferito è giunto in codice giallo. I medici brindisini lo hanno ricoverato in attesa di sottoporlo, nelle prossime ore, ad intervento chirurgico. Non è comunque in pericolo di vita ma la ferita all'omero è profonda e l'arto bisognerà ricostruirlo. Un fatto di sangue, come detto, che al momento non trova spiegazioni.
Subito dopo la segnalazione giunta dal pronto soccorso fasanese all'Umberto I si sono recati i Carabinieri della locale Compagnia che hanno ascoltato l'uomo, pare un parente, che ha accompagnato Saponaro in ospedale. Gli stessi militari dell'Arma si sono poi recati al nosocomio brindisino per sentire anche la versione del 40enne ferito dato che nel frattempo l'uomo era stato accompagnato in ambulanza nel capoluogo di provincia. E' chiaro che quanto narrato dai due è coperto dall'assoluto riserbo da parte degli inquirenti che vogliono vederci chiaro in questa vicenda. Il fatto che Saponaro si sia fatto accompagnare all'ospedale di Fasano lascia intendere che sia stato ferito nel centro cittadino.
Il colpo sarebbe partito al buio tanto che il 40enne non si era neppure accorto di essere rimasto ferito se non quando ha sentito un dolore molto forte al braccio e si è reso conto del sangue. Dicevamo di un ferimento misterioso. Questo perché il 40enne preso di mira è incensurato. Mai avuto problemi con la giustizia. Gestisce, insieme alla famiglia, molto nota in città, alcune pescherie e un ristorante.
Nel suo passato non ci sono episodi che possano far pensare a qualche regolamento di conti o vendetta. Ecco quindi che il lavoro degli investigatori si concentrerà soprattutto su quanto raccontato dal giovane e sui rilievi che saranno effettuati sul proiettile una volta che quest'ultimo sarà estratto dal braccio destro di Saponaro. Se il colpo è stato sparato da una pistola censita ecco che il fatto di sangue potrebbe essere inquadrato in qualche modo.
E' quello che probabilmente sperano gli investigatori dell'Arma, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Carluccio, che stanno spulciando comunque nella vita del 40enne ferito per cercare di far luce su quanto accaduto. Le ipotesi al vaglio, come detto, sono davvero tante: la ritorsione di qualcuno che ha avuto a che fare con la vittima, magari quest'ultima inconsapevole, oppure un errore, uno scambio di persona.
Di certo erano ormai molti mesi che non accadeva un episodio simile a Fasano. L'ultimo caso si era verificato nel settembre del 2017 quando un uomo di 63 anni si presentò al punto di Primo intervento dell'ospedale Umberto I con una ferita di arma da fuoco ad una mano. Anche in quel caso i sanitari, constatato il tutto, allertarono immediatamente i carabinieri della locale Compagnia. L'uomo raccontò di aver litigato con un automobilista sulla strada che conduce allo Zoosafari. Per una mancata precedenza sarebbero volate parole grosse e dalle parole si è sarebbe poi passati ai fatti. Stando sempre al racconto del 63enne, di professione artigiano, la lite si trasformò quasi in rissa fino a quando l'automobilista con cui litigò prese una pistola dall'interno della propria automobile e sparò all'indirizzo del fasanese ferendolo ad una mano. Dopo di che il feritore scomparve. La vicenda di giovedì sera non ha contorni così delineati e per questo si cercherà di chiarire il tutto.
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Venerdì 15 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 16-03-2019 19:56