Ferraris, via i sigilli, dopo un anno riapre l’ala al piano terra

Ferraris, via i sigilli, dopo un anno riapre l’ala al piano terra
Un edificio più funzionale, una struttura più bella e accogliente. Si sono conclusi, ad un anno dalla chiusura per inagibilità dell’intero stabile, i lavori di messa in sicurezza nell’Ipsia “Ferraris” di Brindisi. Si chiude così un’odissea per gli studenti, costretti l’anno scorso a chiedere ospitalità presso altri istituti pur di riuscire a fare lezione. Adesso toccherà ad una ditta specializzata in pulizie igienizzare gli ambienti rendendoli così finalmente fruibili al personale amministrativo. 
«Dopo un anno possiamo dire di avercela fatta - commenta Rita De Vito, dirigente scolastica dell’istituto professionale per l’industria e l’artigianato -, abbiamo recuperato gli uffici situati al piano terra di via Adamello, destinati al personale amministrativo, e il laboratorio elettrico ed elettrotecnico. Grazie ad un finanziamento di cinquemila euro siamo riusciti a completare, in sinergia con la Provincia, quelle che erano le nostre principali priorità». 
I sigilli posti ad ottobre di un anno fa sono un lontano ricordo ormai. Nel futuro del “Ferraris”, considerato il caso più grave dell’intera provincia, c’è ben altro. Intanto si punta a recuperare la cifra di 4 milioni e 900mila euro da destinare alla ristrutturazione completa dell’edificio. Questo è quanto previsto nelle misure di finanziamento regionale per efficientamento energetico, interventi impiantistici, cappotto termico per l’intero edificio. 
«Il recupero di questi uffici - aggiunge la dirigente - ci consente di restituire dignità ai miei collaboratori che per un anno hanno dovuto lavorare gomito a gomito all’interno di un unico stanzone: il laboratorio “Voci in Movimento” riadattato in poco tempo a quartier generale dell’istituto per far fronte all’emergenza. Torniamo alla normalità consapevoli che c’è ancora molto da fare ma non ci lasciamo demoralizzare». 
 
Dai primi di dicembre, il laboratorio Voci in Movimento tornerà ad essere esclusivamente un laboratorio multimediale e un’aula magna a disposizione degli studenti. Computer, videoproiettore e cineprese in questi mesi sono rimasti chiusi negli armadi dell’istituto. 
«Non avrò ancora il mio ufficio di presidenza - sottolinea la preside - ma posso continuare a monitorare a distanza la scuola dalla sede del “De Marco” al Casale. I ragazzi del biennio, anche per il prossimo anno scolastico, resteranno qui mentre i loro compagni del triennio usufruiranno delle classi presenti nella storica sede al rione Cappuccini». 
I lavori nell’ala di via Adamello hanno riguardato principalmente gli interventi sulle pareti, la sostituzione di alcuni punti luce e il risanamento ambientale.
«Nulla è stato fatto purtroppo - conclude la preside - sugli infissi. La loro sostituzione si rende necessaria soprattutto con l’arrivo della stagione invernale, ma per il momento ci accontentiamo di avere delle porte nuove di zecca».
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Mercoledì 15 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 23:03