«Pronti a riaprire i servizi». L’Asl si prepara al piano 2 “controllato” dalla Procura

«Pronti a riaprire i servizi». L’Asl si prepara al piano 2 “controllato” dalla Procura
Se il recente passato della sanità locale è stato caratterizzato da chiusure, riconversioni, accorpamenti e rimodulazioni, il 2018 sarà l’anno delle aperture, delle attivazioni e delle inaugurazioni. Almeno questo è l’impegno di Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’Asl. Il numero uno di via Napoli, confermato alla guida dell’azienda sanitaria locale per un ulteriore mandato, sta già affilando le forbici con le quali taglierà tra pochi giorni il nastro del nuovo reparto di Pneumologia dell’ospedale Antonio Perrino. Nella stessa occasione, molto probabilmente, saranno inaugurati anche il nuovo acceleratore lineare di particelle di Radiologia e i posti aggiuntivi attivati nel reparto di Medicina della struttura brindisina. 
«Ora è tempo di aprire e attivare – conferma il manager – Il nuovo corso non riguarderà solo Brindisi: domani (servizio in pagina), sarà operativo l’ospedale di comunità di Mesagne che, dopo aver ottenuto l’accreditamento regionale, è pronto a ospitare i pazienti da ricoverare; a Francavilla Fontana, nell’ospedale Dario Camberlingo, a brevissimo attiveremo l’Utic, l’unità di terapia intensiva coronarica, la Cardiologia e la Pediatria; anche a San Pietro Vernotico, presso l’ex ospedale Ninetto Melli i lavori vanno avanti, anche se in questo caso dobbiamo risolvere alcune criticità ma siamo fiduciosi». 
C’è anche l’intenzione di creare un grande ospedale di comunità presso l’ex Di Summa, al fine di sgravare il carico di accessi del Perrino. L’attenzione dei vertici Asl non si concentra solo sull’applicazione del piano di riordino ospedaliero: i fondi Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale, rappresentano l’opportunità per implementare progetti altrimenti non realizzabili e dalle parti di via Napoli c’è la volontà di non perdere l’occasione. «Per quello che riguarda i Fesr, abbiamo già impegnato i progettisti che sono al lavoro per tradurre le nostre idee in piani concreti. Il 2018 sarà un anno cruciale per la sanità brindisina, nel quale si vedranno i frutti di quanto seminato in passato: siamo solo all’inizio ma quello che siamo riusciti a fare, grazie all’impegno e al lavoro di tutti i soggetti coinvolti, ci dà grande fiducia per affrontare i mesi che abbiamo davanti e che saranno molto impegnativi e delicati». 
 
Certo, è periodo di campagna elettorale e quella di quest’anno si caratterizza per il numero e la creatività delle promesse, tuttavia i primi interessati al nuovo corso della sanità locale sono i camici bianchi che, qualche settimana fa, hanno già avuto un primo confronto con Pasqualone. «In quell’occasione – ricorda Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici – abbiamo confermato la nostra vicinanza e il nostro sostegno alla direzione strategica dell’azienda, per l’impegno mostrato in questi anni e per aver preso a cuore le sorti di questo territorio. Abbiamo registrato quanto detto dal direttore Pasqualone e ci siamo ripromessi di essere vigili per assicurarci che dalle parole si passi ai fatti».
L’Ordine, a questo proposito, sta per lanciare una campagna social, #AdottaUnReparto il nome scelto per l’iniziativa, con la quale si cercherà di tenere alta l’attenzione su alcune delle questioni che hanno una priorità maggiore rispetto ad altre. «L’idea – spiega Oliva – è quella di affrontare un tema alla volta in base alla gravità della situazione: i problemi, lo sappiamo tutti, sono tanti e si rischia di perdersi nel dedalo delle criticità. Noi abbiamo pensato di partire con il reparto di Rianimazione, i cui lavori sarebbero dovuti durare un mese e mezzo dopo la relazione dei Nas dell’ottobre 2015. Siamo al 2018 e la gara è stata bandita solo ora. Bisogna accelerare su quel fronte perché non si può aspettare 3 anni per riavere un reparto così importante nuovamente a pieno regime: questi interventi, poi, hanno sottratto posti letto a un altro reparto cruciale, la Neurochirurgia, che fa fatica, in queste condizioni, ad andare avanti. Con queste campagne mediatiche cercheremo di coinvolgere tutti gli attori politici e sociali affinché la guardia sul fronte sanità rimanga costantemente alta». 
In questa direzione, poi, va l’altra iniziativa dell’Ordine: Oliva, nel corso dei primi incontri avuti da presidente dei medici brindisini, ha lanciato l’idea dell’istituzione di una commissione della quale facciano parte, oltre ai medici e ai vertici Asl, le forze dell’ordine, il procuratore capo della Repubblica, Antonio De Donno, e il prefetto, Valerio Valenti. «Ci farebbe molto piacere che anche il prefetto partecipasse a questo consesso: noi, dal canto nostro, ci stiamo attivando per contattare tutte le istituzioni per raccogliere forze e capacità che siano in grado di individuare e affrontare i problemi». 
Problemi che non mancano, come detto, e che riguardano tutte le categorie professionali del pianeta sanità, oltre agli utenti. Gli infermieri, ad esempio, da tempo lamentano la carenza di unità operative e il demansionamento cui sono sottoposti, derivante dalla mancanza degli Oss, gli operatori sociosanitari: su questi temi, il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, aveva anche indetto uno sciopero, poi revocato grazie al dialogo instaurato coi vertici dell’azienda. «Lo sciopero locale – spiega Carmelo Villani, segretario provinciale del Nursind – è stato revocato ma siamo impegnati in quello nazionale poiché i nostri problemi partono da Roma, scendono a Bari e poi arrivano a Brindisi. Se non si sbloccano le assunzioni a livello ministeriale, con l’esaurimento dei piani di rientro, Regione, prima, e Asl, poi, devono rispettare le consegne. Il direttore ha preso degli impegni, come dimostra l’attivazione dello Scap, l’ambulatori pediatrico: ora attendiamo l’inizio dei lavori in pronto soccorso, indispensabili per migliorare un ambiente oltremodo stressante per tutti, pazienti e operatori».
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Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2018 18:33