Aule sotto zero al rientro e i genitori protestano: «Termosifoni mai accesi»

Aule sotto zero al rientro e i genitori protestano: «Termosifoni mai accesi»
Rientro a scuola gelato per gli studenti brindisini. Dalle materne alle superiori sono stati tantissimi gli alunni costretti ieri ad affrontare le prime ore di lezione con il cappotto. Alcuni di loro, a metà mattinata, sono dovuti tornare a casa per colpa dei riscaldamenti che, se pur riaccesi, non sono riusciti a riscaldare i grandi ambienti degli edifici scolastici. La situazione più critica si è registrata nell’istituto comprensivo Centro di via Ofanto, al quartiere Perrino. Termosifoni spenti nella scuola dell’infanzia con i genitori che sono andati su tutte le furie. 
«E ci vogliono far credere che l’impianto è in funzione da ieri?- si chiede il papà di una bimba di tre anni - Nelle classi abbiamo registrato una temperatura di 5 gradi, impossibile far lezione in questa situazione». La dirigente scolastica, Clara Bianco, subito informata dell’accaduto, ha inviato una nota al Comune. 
 
«Piove sempre sul bagnato - ha dichiarato la preside - Questo è un quartiere che vive già le sue criticità, ora si aggiunge anche l’impossibilità per i bambini di riprendere le attività didattiche dopo la pausa natalizia. Sarebbe stato più opportuno lasciare gli edifici chiusi anche per oggi, così come è stato fatto in altre città pugliesi». 
Dello stesso parere anche la dirigente del comprensivo Centro I, Angela Citiolo, che ieri, suo malgrado, ha dovuto chiedere ai genitori di ritirare i figli da scuola. «Qui si gela, eppure avevamo ricevuto rassicurazioni dal Comune che tutto sarebbe tornato alla normalità - afferma la preside - Abbiamo bimbi piccoli alla San Lorenzo, come si può pensare di lasciarli in classe con indosso cappotti, sciarpa e capello fino alle 16. Qui abbiamo tante classe al tempo pieno». Nessun disagio nel Comprensivo Santa Chiara, fatta eccezione per i locali che ospitano gli uffici di segreteria, in via Palmiro Togliatti e qualche aula della scuola media. La dirigente scolastica, Elvira D’Alò, ha chiamato subito i tecnici dell’Energeko. «Il problema serio alla “Pacuvio” - sottolinea la dirigente - è rappresentato dagli infissi. In tantissime aule i vetri sono rotti e le finestre non si chiudono. Questo non consente ai termosifoni di riscaldare l’ambiente in maniera adeguata neanche dopo ore». Alunni al gelo anche nel comprensivo Casale, dove alla primaria Calò, è bastato un messaggio fatto girare sui gruppi di WhatsApp delle mamme a lanciare l’allarme. Stesso copione anche nella scuola elementare di via Andrea Mantegna, al quartiere Sant’Elia. 

Da Palazzo di Città, però, si rifiuta ogni tipo di critica parlando addirittura di “polemica strumentale” da parte dei genitori. Il Comune che ha la gestione di circa 40 istituti del capoluogo tra asili nido, scuole materne, elementari e medie precisa in una nota che: «dopo essere stati attivati già nelle giornate di lunedì e martedì, come da disposizione della sindaca, ieri tutti gli impianti sono stati accesi regolarmente. Su quaranta impianti attivati, si sono riscontrati alcuni problemi sono nelle scuole del rione Paradiso per impianti andati in blocco. Sono intervenuti immediatamente i tecnici comunali che hanno provveduto a normalizzare la situazione. 
Un problema analogo si è verificato anche nella scuola elementare di Bozzano. Pure qui sono prontamente intervenuti i tecnici. 

Una verifica è stata effettuata ieri mattina nella scuola elementare “San Lorenzo” la cui dirigente aveva allarmisticamente parlato di “situazione critica”. Dalla verifica fatta di persona è risultato che gli impianti di riscaldamento erano regolarmente in funzione e i termosifoni alla prevista temperatura».
Diversa è la questione della temperatura nelle classi che non è determinata solo dall’accensione dei termosifoni (che pure in diversi casi risultano inadeguati al riscaldamento di intere aule) ma anche dalla qualità degli infissi e delle strutture, molti dei quali risultano vetusti o danneggiati da anni, e che richiedono un piano di interventi mirato. 
«Tutto ciò - conclude la nota di Palazzo di città -non ha nulla a che vedere con la decisione di consentire oggi il rientro nelle scuole: la situazione meteo ha confermato che a Brindisi questa mattina esistevano tutte le condizioni per tornare tra i banchi». 

Senza voler strumentalizzare e con l’obiettivo di collaborare alla migliore ripresa delle lezioni nelle scuole i consiglieri di opposizioni sono intervenuti in una nota congiunta per ribadire che: «Considerate le tante lamentele che sono giunte dai genitori e dagli insegnanti a causa dei disagi provocati dal freddo straordinario sofferto nelle aule alla ripresa delle attività dopo la chiusura forzata, chiediamo alla sindaca Carluccio di disporre sin da subito l’accensione dei termosifoni durante la notte o qualche ora prima del mattino così da far trovare le aule calde al mattino in tutte le scuole di competenza del Comune di Brindisi. Tanto fino al superamento della fase critica caratterizzata da temperature che si avvicinano allo zero».
La minoranza chiede poi che i tecnici del Comune e della Energeko verifichino lo stato e la funzionalità degli impianti comunicando alla sindaca eventuali problemi che possano impedire l’accensione dei termosifoni consentendo così subito di prendere gli opportuni provvedimenti fino anche alla chiusura della scuola. Sul gelo nelle aule anche l’Adoc è intervenuta per chiedere all’Amministrazione di lasciare accesi anche «nelle ore serali gli impianti termini al fine di ridurre al minimo i disagi per gli studenti e gli operatori scolastici».
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Giovedì 12 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2017 13:43