Ciclovia dell’Alto Salento
Tre Comuni contro la Regione
«Un’esclusione illogica»

Ciclovia dell’Alto Salento
Tre Comuni contro la Regione
«Un’esclusione illogica»
Una valutazione «penalizzante e illogica» da parte della Regione ha portato il progetto della Ciclovia Adriatica dell’Alto Salento a non ottenere i finanziamenti richiesti. Ne sono convinte le amministrazioni comunali di Brindisi, Carovigno e Ostuni, che infatti proprio per questo motivo hanno presentato ricorso al Tar contro la determinazione del dirigente della sezione Mobilità sostenibile della Regione Puglia che ha inserito il progetto nell’elenco di quelli esclusi, sulla base dei punteggi assegnati da un’apposita commissione.
Brindisi, Carovigno e Ostuni, infatti, avevano deciso di partecipare insieme al bando della Regione, con fondi europei, per i percorsi ciclabili. L’obiettivo era quello di ottenere al massimo 1,5 dei 12 milioni di euro totali messi a disposizione. Con quel denaro, i tre Comuni volevano consentire a turisti e amanti delle due ruote di ripercorrere un tratto della via Traiana, dal parco delle Dune costiere fino all’aeroporto del Salento, toccando l’oasi di Torre Guaceto, in bicicletta in tutta sicurezza.
Ma il progetto ha ottenuto solo trenta punti mentre per il finanziamento ne servivano almeno cinquanta. Preso atto del risultato, tuttavia, nello scorso mese di dicembre l’allora sindaco di Carovigno Carmine Brandi - il cui Comune era capofila del raggruppamento con Brindisi e Ostuni - ha chiesto copia dei verbali e di tutti gli atti della commissione di valutazione in modo da poter presentare delle osservazioni. Che sono state inviate a Bari lo scorso 26 febbraio.
In particolare, i tre Comuni chiedevano «la rideterminazione del punteggio attribuito al progetto “Ciclovia dell’Alto Salento” con l’attribuzione di un punteggio pari a 78 punti rispetto ai 30 assegnati». Richiesta poi respinta dal dirigente della sezione Mobilità sostenibile della Regione.
La valutazione della commissione, ritengono però i tre Comuni, «risulta oggettivamente penalizzante e illogica in quanto il punteggio assegnato al progetto “Ciclovia dell’Alto Salento” è scaturito dalla media aritmetica dei punteggi attribuiti singolarmente alle tratte ricadenti nei tre Comuni, senza peraltro considerare gli elaborati che individuano inequivocabilmente la candidatura di un progetto unitario da parte dei tre Comuni».
Tra l’altro, Brindisi, Carovigno e Ostuni fanno rilevare «una palese difformità di valutazione in quanto per gli altri due progetti candidati in forma associata, la valutazione è stata effettuata in modo unitario e non ricorrendo alla media aritmetica». Da qui la scelta di presentare ricorso al Tar, del quale si occuperà l’avvocatura del Comune di Ostuni ed in particolare l’avvocato Alfredo Tanzarella, insieme all’ufficio Legale del Comune di Brindisi.
 
Il tentativo ha l’obiettivo di salvare un intervento ritenuto prioritario sul fronte dell’economia turistica. Secondo il progetto, il punto di partenza e di arrivo della rete di percorsi ciclabili, non tutti dedicati, dovrebbe essere una “velostazione” ubicata all’interno del parcheggio gestito dalla Multiservizi nei pressi dell’aeroporto del Salento. Qui, dovrebbe sorgere l’area per la sosta delle biciclette oltre ad una serie di servizi. Da qui, dovrebbe essere possibile anche prendere un autobus in modo da essere connessi con il resto delle infrastrutture dei trasporti del territorio.
Per fare questo, la “Ciclovia Adriatica dell’Alto Salento” dovrebbe connettere piste ciclabili già esistenti con tratti di strade comunali in modo da creare una vera e propria rete senza, però, la necessità di espropriare e realizzare nuove opere particolarmente impegnative. Per quanto riguarda il territorio comunale di Brindisi, in particolare, ad essere interessata - se alla fine il progetto andrà in porto - dovrebbero essere la ex Sp41, vale a dire la litoranea, da poco passata dalla Provincia al Comune. Oltre a questa, fino al tratto conclusivo nei pressi dell’aeroporto, ci sarebbero anche contrada Lobia e contrada Mitrano. In particolare, dovrebbero essere utilizzate strade comunali minori o comunque poco battute dalle auto, che arrivano fronte alla chiesa di Santa Maria del Casale. Senza mai interessare le rotatorie che si trovano nei pressi dell’aeroporto. Anche perché le strade secondarie, secondo chi ha progettato l’opera, o meglio la “rete”, offrono un valore aggiunto grazie alla differente percezione visiva del territorio.
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Sabato 14 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 15-04-2018 15:58