È ancora emergenza funghi: altre sei persone intossicate a Brindisi

È ancora emergenza funghi: altre sei persone intossicate
Allarme avvelenamento da funghi: dopo i 14 casi di Lecce dove in ospedale si è presentata anche un'intera famiglia con sintomi di intossicazione grave aumentano in tutta la provincia di Brindisi i ricoveri in ospedale per il consumo di miceti altamente pericolosi, portati a tavola senza aver consultato un esperto in materia.

Sono già 13 i casi registrati in pochi giorni dal Centro di controllo micologico della Asl di Brindisi, nonché (per la consulenza tossicologica) il Centro antiveleni di Milano. Nelle ultime ore sono state sei le persone finite sotto cura per problemi al fegato, ai reni per forti dolori addominali: quasi sempre i malori sono stati avvertiti pochissime ore dopo aver ingerito i funghi, ma in alcuni casi i problemi si sono presentati anche a distanza di qualche giorno.
Presso l'ospedale Perrino di Brindisi sono stati ricoverati marito e moglie di San Pietro Vernotico, un'altra coppia di San Vito dei Normanni e un uomo di Ceglie Messapica. Il sesto caso è invece collegato a una parente dei coniugi sanvitesi, in viaggio per l'Italia e con sintomi identici: diarrea, vomito e dolori all'addome.
Gli altri sette casi (avvenuti in quattro episodi distinti, e che hanno reso necessario l'intervento terapeutico) non sono evidentemente bastati a mettere in guardia i cittadini, nonostante una serie di raccomandazioni per non incorrere nei rischi di intossicazione: dopo la presa in carico dei pazienti, nei vari ospedali era stato chiesto infatti l'intervento dei micologi del Centro Asl per comprendere quali specie avessero causato le intossicazioni, in modo da supportare il lavoro dei medici.
Il problema riguarda il consumo di specie fungine identificate poi come funghi cardellicchi, monetole o ordinari, tipologie di funghi ad elevata tossicità. Una volta ingeriti possono portare a problemi di tipo gastroenterico, ma anche sudorazione, disturbi cardio-respiratori, turbe neurologiche e vertigini.
Questa volta, sotto esame sono finite alcune tipologie di funghi ingeriti da queste sei persone, come le russule (anche se in gergo dialettale il nome cambia di zona in zona nel Brindisino e nel Leccese) o l'amanita proxima, degli ovuli facilmente scambiabili con quelli commestibili. Un tipo di fungo, quest'ultimo, che viene spesso raccolto dalle nostre parti in terreni sabbiosi. Le russule, che a loro volta si dividono in commestibili e non, a poche ore dall'ingestione fanno avvertire sintomi gastrointestinali, mentre le amanita proxima comportano in genere una sindrome norleucinica che provoca danni renali.
Nel caso dei coniugi sanvitesi e della loro parente (che hanno mangiato i funghi nella serata di giovedì) si sta cercando di individuare quale fungo abbia scatenato i forti dolori. Tutta colpa del caldo-umido che dopo la pioggia degli ultimi giorni ha arricchito di funghi molti boschi del Salento e della Valle d'Itria. Una corsa all'accaparramento che però ha provocato anche diversi malori una volta finito di mangiare.
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Sabato 3 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:44