Protesta in piazza: in duecento contro il piano di riordino

Protesta in piazza: in duecento contro il piano di riordino
C’è chi ha ormai alzato bandiera bianca ma c’è anche chi non ha nessuna intenzione di arrendersi e continua a lottare per la riapertura dell’ospedale “Umberto I” di Fasano. Anche ieri mattina circa duecento persone hanno voluto manifestare il proprio dissenso nei confronti del piano di riordino ospedaliero regionale scendendo, in piazza Ciaia, a rivendicare il diritto, come quello alla salute, sancito dalla Costituzione. Così l’assolata domenica fasanese si è fatta rumorosa in quanto, anche in mancanza di una folla oceanica, i presenti si sono fatti sentire. Molti i cittadini che hanno preso la parola e urlato il proprio disappunto sulle decisioni prese a riguardo del nosocomio fasanese. 
«Non dobbiamo arrenderci e dobbiamo continuare a lottare - hanno detto in molti -. Siamo pochi ma non perdenti. Hanno svenduto il nostro ospedale in nome di una nuova struttura che chissà se sarà mai costruita». Tanti i cartelli e delle stoffe con una grossa “H” dipinta di rosso. C’erano i maggiori promotori della protesta, ovvero il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Raffaele Trisciuzzi, Biagio Grassi ed Enzo Scarafile. Ma, come detto, non sono stati gli unici a prendere la parola. La manifestazione, senza bandiere politiche, ha lasciato la possibilità a chiunque di esprimere la propria opinione. C’è chi ha sottolineato la mancanza della classe politica di governo cittadino e chi ha apertamente dichiarato come sia giunta l’ora di alzare il tiro proponendo di occupare la Statale 172 nel giorno di Pasquetta. Proprio i politici sono stati i destinatari di molti improperi. I manifestanti vogliono che l’Umberto I ridiventi un ospedale nel vero senso della parola, con la riapertura dei reparti essenziali.
 
Alla manifestazione di ieri mattina, poi, ha partecipato anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia. «Questo non è un piano di riordino - ha dichiarato la pentastellata -. È un regalo a quella sanità privata che pensa di fare impresa non sforzandosi di essere migliore del pubblico ma affossando lo stesso e offrendosi come unica possibilità di scelta. Col piano di riordino ospedaliero nella provincia di Brindisi scompaiono ben 11 posti letto pubblici, tre ospedali e lasciano alcuni “premi” di consolazione che sarebbero la costruzione di un nuovo ospedale che chissà quando vedrà la luce e soprattutto non si spiega questa folle spesa in un settore in cui ci chiedono invece di fare economia. Reparti come geriatria vengono falcidiati da questo piano di riordino. Di fatto, quindi, è un vero e proprio business della sanità privata che va fermato e va fatto adesso». La stessa Laricchia ha invitato i manifestanti ad andare avanti con la protesta. «Loro pensano che prima o poi vi stancherete - ha concluso -. Smentiteli e continuate a lottare». 
La responsabile del “Movimento per la vita” di Fasano Cenzina Ricco, 40 anni trascorsi in ospedale come operatrice sanitaria, ha chiesto che venga riportata a Fasano ostetricia mentre nel suo intervento conclusivo Trisciuzzi ha invitato la cittadinanza a partecipare al consiglio comunale monotematico che si terrà venerdì prossimo, a partire dalle ore 15. I promotori della protesta hanno infine dato appuntamento, nuovamente in piazza Ciaia, per un’altra manifestazione, a domenica 26 marzo a partire dalle ore 17.
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Lunedì 20 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:23