«Mancato utilizzo del personale», alla ditta multa di 572mila euro

«Mancato utilizzo del personale», alla ditta multa di 572mila euro
Mancato utilizzo del personale: il tribunale rigetta il ricorso dell’Ati Gial Plast Bianco. Confermata la sanzione di 570mila euro ai danni delle aziende che si occupano della raccolta rifiuti ad Ostuni, ed in favore del comune. È stato il tribunale di Bari, sezione speciale delle imprese, ad esprimersi sul contenzioso in atto tra l’Ati e l’amministrazione locale. 
Nei mesi scorsi la relazione dell’Ufficio Dec (Direttore di esecuzione del contratto) del settore ambiente del comune ostunese aveva fatto emergere delle incongruenze tra l’offerta tecnica presenta in sede di gara dall’Ati ed il personale impiegato effettivamente dal maggio 2012 all’agosto 2016. Sulla base dei conteggi effettuati, dopo le controdeduzioni dell’appaltatore, la sanzione comminata ai danni dell’azienda è di 572 mila euro, che l’amministrazione decurta dal canone mensile. La prossima udienza di merito su questo contenzioso avverrà tra poche settimane. 
«Noi continuiamo ad essere convinti che abbiamo eseguito un’attività utile ed opportuna, perché abbiamo semplicemente controllato che ci fosse una corrispondenza tra le somme erogate all’appaltatore e adempimenti e attività realmente svolte. Abbiamo registrato un minor costo del personale, lo abbiamo contestato e decurtato gli importi. Quest’operazione ci ha permesso di abbattere la Tari». Così l’assessore all’ambiente del comune di Ostuni Gaetano Nacci che entra anche nel dettaglio degli altri contenziosi in atto. 
 
«Al mio insediamento ho ereditato contenziosi passivi per oltre un milione e mezzo che derivavano dall’amministrazione precedente a quella guidata da Gianfranco Coppola. Non solo avevamo perdite ingenti, ma non era stata attivata nessuna delle prerogative per vedere le obbligazione contrarie. Grazie al lavoro collegiale di questa giunta abbiamo per il momento superato le problematiche relative ai contenziosi passivi». Dall’assessore Nacci giungono critiche all’operato della precedente amministrazione. «Se sui beni del passato noi dovremmo essere soccombenti ne risponderà personalmente chi ha ordinato servizi aggiuntivi in assenza della copertura finanziaria. L’appaltatore afferma che ci sarebbero state queste ulteriori attività senza impegni di spesa. Se qualcuno ha ordinato servizi che hanno determinato maggior costi per il comune, e quindi non ordinabili, ne risponderà personalmente. L’amministrazione - attacca l’esponente della giunta Coppola - non diventerà la panacea di tutti i mali, e non ci prenderemo carico di comportamenti non responsabili di altri, che pur di mantenere figurativamente la Tari bassa non accantonava gli importi per le attività in più che chiedevano». 
Controlli sul capitolato industriale che proseguiranno anche nelle prossime settimane. «Noi abbiamo attivato tutti gli strumenti contrattualmente previsti per fare le verifiche, cosa che non era mai avvenuta in passato. Questo ci ha permesso complessivamente di recuperare oltre un milione di euro: 150 mila euro per i mezzi, consegnati nel 2012 e pagati nel 2016, 170 mila euro per il mancato raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, 570 mila per il minor impiego di personale. Ed abbiamo ancora avanzato richieste di 400 mila euro contro l’azienda, per le quali attendiamo l’iter del tribunale. Abbiamo recuperato questi soldi - conclude Nacci - ed abbiamo servizi che oggi presentano parametri migliori del passato, ad iniziare dalla percentuale di raccolta differenziata». 
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Sabato 17 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:57