Tangenti sugli appalti della centrale di Cerano: chiesti sette rinvii a giudizio

Tangenti sugli appalti della centrale di Cerano: chiesti sette rinvii a giudizio
BRINDISI - La procura di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, un dirigente Enel, cinque dipendenti e un imprenditore accusati a vario titolo di corruzione per presunte tangenti sugli appalti della centrale Federico II di Brindisi. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 6 dicembre dinanzi al gup Giuseppe Biondi. Il pm Francesco Carluccio ha individuato come persona offesa la società Enel Produzione che dopo le segnalazioni di un imprenditore formulò denuncia. Potrà costituirsi parte civile.
Gli imputati sono Luigi Giuseppe Palma, il titolare di un’azienda salentina, Domenico Iaboni, Carlo Depunzio, Fabiano Attanasio, Vito Gloria e Nicola Tamburrano, dipendenti Enel all’epoca dei fatti e Fausto Bassi, già direttore della centrale Enel di Cerano (Brindisi).
L’accusa per tutti è di corruzione continuata per atti contrari ai doveri di ufficio. In cambio di denaro o di altre utilità, tra cui un’auto, una fotocamera e una telecamera, essi avrebbero certificato l’avvenuta esecuzione di lavori o autorizzato l’emissione di certificazioni risultate non veritiere, secondo quanto poi accertato dai militari della Guardia di finanza di Brindisi che hanno eseguito gli accertamenti.
Le difese sono sostenute dagli avvocati Massimo Manfreda, Francesca Conte, Giovanni Brigante, Claudio Ruggiero, Gianvito Lillo, Pasquale Angelini, Michele Laforgia. 
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Giovedì 14 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:40