«Libere dentro», dalla filosofia in carcere nasce un libro per le scuole

«Libere dentro», dalla filosofia in carcere nasce un libro per le scuole
Da un laboratorio di filosofia per le detenute in carcere a un libro destinato a diventare testo di studio nelle scuole salentine. Si tratta del progetto “Sono libera dentro”, nato all’interno della casa circondariale leccese di Borgo San Nicola come prosecuzione del laboratorio di filosofia curato nei mesi passati da Ada Fiore, responsabile scientifica di Industria filosofica, e indirizzato alle donne “detenute comuni” ristrette nell’istituto. Quattro i temi affrontati: amore, amicizia, tempo, libertà. Le detenute hanno letto alcuni testi filosofici che sono diventati punto di riferimento per una riflessione sulle loro vite, sulle loro storie e drammi personali.
Il materiale raccolto in questi incontri è stato suddiviso in quattro parti (quattro argomenti corrispondenti alle quattro stagioni della vita: amore-primavera; estate-amicizia; tempo-autunno; inverno-libertà) e proposto in un agevole volumetto sotto forma di eserciziario, destinato a tutte le donne che pur essendo libere, sono in realtà prigioniere della loro esistenza.
Oggi pomeriggio il libro di Ada Fiore sarà presentato in carcere alla presenza delle istituzioni e di tutte le detenute; mercoledì alle 18.30 invece sarà presentato alla città in un incontro che si svolgerà nella libreria Feltrinelli di Lecce.
Nel volume ogni stagione occupa dieci pagine, in ognuna delle quali è possibile leggere una frase della detenuta accompagnata da un pensiero d’autore. A pie’ di pagina si trovano, invece, tre domande, strettamente legate al contenuto descritto e ispirate al racconto delle esperienze di ciascuna.
Rispondere a quelle domande significherà riflettere sulla propria esistenza, perchè i pensieri delle detenute, le loro riflessioni, le loro domande, sono diventate uno strumento per avviare un cammino verso una maggiore consapevolezza di sé.
«Da gennaio a maggio, ogni martedì per due ore, Francesca, Maria Grazia, Maria, Melany, Paola, Adriana, Maria, detenute comuni del carcere di Borgo San Nicola, si sono raccontate e ascoltate, e tra lacrime e commozione hanno discusso di amore, amicizia, tempo e libertà. Si sono scambiati pensieri: hanno conosciuto quelli di Platone, sant’Agostino, Aristotele; hanno ricambiato donando a tutti noi i loro - racconta Ada Fiore - un vero “traffico di pensieri stupefacenti” che sono riusciti a emergere nonostante la tanta rabbia accumulata negli anni, e la rassegnazione a una vita non più degna di essere chiamata tale. Pensieri stupefacenti che sono diventati “urla esistenziali” di un genere, quello femminile, che ancora oggi ha bisogno di essere aiutato, sostenuto, difeso nel suo naturale tentativo di affermarsi in tutta la sua dignità».
Questi pensieri saranno ora utilizzati dagli studenti di vari istituti della provincia di Lecce e costituiranno materiale di approfondimento all’interno di un percorso laboratoriale che si avvierà oggi all’interno del carcere. Ai laboratori di lunedì, insieme ai ragazzi, parteciperanno alcune detenute comuni e alcune dell’alta sicurezza.
I lavori saranno guidati dall’equipe della cooperativa San Francesco di Ugento e dagli studenti del Liceo Capece di Maglie che del progetto è la scuola capofila. I laboratori continueranno poi all’interno delle singole scuole.
L’eserciziario, inoltre, contiene una cartolina con il destinatario già scritto: “Alle detenute del carcere di Borgo San Nicola”. Chiunque ne entrerà in possesso, potrà compilarla rispondendo a una delle domande e spedirla, nel tentativo di costruire “ponti di umanità” e “rompere i silenzi dell’anima”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lunedì 6 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:25