Testa d'agnello al presidente dell'Ataf, seconda indimidazione in pochi mesi

Testa d'agnello al presidente dell'Ataf, seconda indimidazione in pochi mesi
FOGGIA - Non c'era una bomba nel pacco rinvenuto questa mattina davanti alla sede dell'Ataf, l'azienda dei trasporti di Foggia, ma una testa d'agnello. Ad accertarlo sono stati gli uomini della Digos, che indagano sul secondo episodio intimidatorio ai danni del presidente dell'azienda, Raffaele Ferrantino, al centro di tensioni con le rappresentanze dei lavoratori.
Sono stati gli artificieri, dopo aver messo in sicurezza il pacco abbandonato alle 6 davanti alla sede dell'azienda in via Motta della Regina. 
Da valutare, da parte degli investigatori della Polizia, i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza della zona per risalire all'identità del misterioso «corriere» autore del recapito.

Ferrantino, purtroppo, non è nuovo ad atti intimidatori: nel maggio scorso, infatti, vennero fatti affiggere dei necrologi che ne annunciavano morte e data dei funerali sotto la sua abitazione. Pochi mesi prima, a marzo, una bomba carta fu fatta esplodere nei pressi della sua Smart blu parcheggiata in via Gramsci, e nel gennaio dello stesso anno aveva ricevuto una lettera in azienda contenente minacce di morte.

Una ventina di giorni fa, inoltre, finì nel mirino di un incendiario l'ex direttore dell'Ataf (che ora lavora a Taranto) al qaule un ignoto dieci fuoco alla sua auto. Tuttavia, le telecamere della zona consentirono di risalire all'autore, un precario che aveva smesso di lavorare e che aveva fatto una ritorsione contro l'ex dirigente aziendale.
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Sabato 25 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:06