Abusi edilizi nei lidi: aperte 26 inchieste Gallipoli, estate a rischio

Abusi edilizi nei lidi: aperte 26 inchieste Gallipoli, estate a rischio
Ventisei inchieste penali. La trasmissione degli atti in Procura dei dati contenuti nella ricognizione svolta sugli stabilimenti balneari dalla polizia locale di Gallipoli, ha dato vita ad un'altra serie di accertamenti per capire se ci siano o meno quelle violazioni rilevate nel corso dei sopralluoghi. Ossia abusi edilizi. Ed opere eseguite senza autorizzazioni o in difformità alle stesse, come indicato dal codice dei beni culturali e del paesaggio.
Il report è stato inviato dal segretario generale, Giancarlo Ria, in Procura, come anche alla Regione ed al Ministero dei Lavori pubblici, in base alla procedura indicata da uno degli articoli del decreto del presidente della Repubblica sugli abusi edilizi: «Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente, mediante affissione nell'albo comunale, i dati relativi agli immobili e alle opere realizzati abusivamente, oggetto dei rapporti degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria e delle relative ordinanze di sospensione e trasmette i dati anzidetti all'autorità giudiziaria competente, al presidente della giunta regionale e, tramite l'ufficio territoriale del governo, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti», recita testualmente l'articolo.
E questa procedura ha investito la Procura di una nuova mole di verifiche sulla regolarità delle strutture dei lidi che restano montate anche al termine della bella stagione. E' l'indirizzo impresso ormai da oltre un anno dal procuratore Leonardo Leone de Castris e dall'aggiunto Elsa Valeria Mignone, e diventato evidente con i controlli effettuati prima e durante l'estate 2018 e i sequestri che hanno visto per la gran parte dei casi la restituzione dei lidi una volta eliminati gli abusi.
La seconda fase di questa attenzione agli stabilimenti balneari, ha investito in prima persona le polizie municipali. Una attenzione che si incrocia con il sollecito della soprintendente ai beni ambientali, Maria Piccarreta, a conoscere quali lidi restino montati lungo la costa per tutto l'anno, di quali autorizzazioni siano dotati e se svolgano una qualche attività che giustifichi la permanenza delle strutture anche dopo l'estate.
L'uno e l'altro contesto stanno facendo sì che ai magistrati del pool reati ambientali e contro la pubblica amministrazione stiano arrivando nuovi fascicoli. I più sollerti sono stati quelli di Melendugno: 11 stabilimenti indicati, nel report. Ed altrettante inchieste aperte.
Ora c'è Gallipoli. Con 27 lidi segnalati, compreso anche il Samsara per il quale un'inchiesta è in corso da oltre un anno. Quella che ha prodotto il sequestro dell'altro ieri pomeriggio. Per gli altri 26 stabilimenti sono stati avviati altrettanti procedimenti penali nei giorni seguenti al 4 gennaio, quando il segretario generale ha trasmesso il report.
Dunque, come detto, si parla di abusi edilizi ed in particolare di opere eseguite senza autorizzazione. Per tutti gli stabilimenti controllati, senza alcuna eccezione. Il che lascia intendere che la polizia locale abbia individuato perlomeno delle difformità fra le strutture realizzate e le cubature e le metrature riportate nei progetti.
Ed il mancato smontaggio alla scadenza delle concessioni estive? E' una questione che non viene indicata in modo specifico nel report della polizia locale, ma che potrebbe riguardare qualcuno di quegli stabilimenti. Non fosse altro perché il mancato smontaggio e la permanenza delle strutture, a fronte di un permesso stagionale, viene contestato proprio come un abuso edilizio.
Ora si attendono gli esiti delle singole inchieste. Anche perché i preparativi per l'estate sono ormai alle porte.
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Sabato 9 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:54