Blitz al mercato ittico, sulle bancarelle abusive anche pesce crudo con Anisakis

Gallipoli, blitz al mercato ittico, sulle bancarelle abusive anche pesce crudo con Anisakis
Blitz al mercato del pesce di Gallipoli: in azione, venerdì sera, una task-force forse mai vista nella cittadina ionica.
E il risultato è stato di ben 354 chili di prodotti ittici sequestrati, una serie di multe elevate e non solo, in quello che è stato una vera e propria incursione improvvisa effettuata dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Capitaneria di Porto, dall’Ispettorato del Lavoro, dalla Asl e dallo Spesal, nell’area del mercato ittico che, secondo le istituzioni, viveva una situazione di illegalità reiterata.
Un blitz che ha tenuto la città col fiato sospeso dal momento che le forze dell’ordine, nella serata di venerdì, hanno bloccato ogni via d’accesso al mercato sia in entrata che in uscita, in modo che niente e nessuno potesse sfuggire all’accurato controllo. Il blitz ha destato anche molta curiosità e soprattutto stupore nei tanti turisti che, in particolare in questo periodo dell’anno, vengono attratti proprio da quello spazio dove è possibile gustare le specialità che il mare regala. Prodotti freschi e a chilometro zero, o almeno questo è quello che dovrebbe essere. Invece i militari hanno trovato pesce e frutti di mare mal conservati e in alcuni casi anche infestati da parassiti, compreso il terribile anisakis.
Il blitz scaturisce da una riunione in prefettura in cui è stata organizzata un’operazione «congiunta, contestuale ed integrata» con tutti gli organi di polizia e di controllo. Nel tavolo tecnico si sono definite le attività di competenza dei vari organi interessati, in modo da ottenere un’azione coesa da parte di tutte le istituzioni e i copri di polizia.
E alle 20 di venerdì sera è scattato il blitz: i militari - alcuni in borghese - hanno chiuso repentinamente tutti i varchi indossando le pettorine di riconoscimento, hanno messo in sicurezza l’area e impedito a chiunque di entrare o di uscire dall’area, contenendo anche reazioni inconsulte da parte dei commercianti. Così sono partiti i controlli a 360 gradi su cinque pescherie, riscontrando che in due esercizi di vendita al dettaglio si faceva anche attività di ristorazione. In quattro esercizi veniva rilevata l’occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e la vendita dei prodotti ittici e molluschi fuori dalla struttura in muratura. Scoperto anche lavoro nero: su 19 dipendenti identificati, 10 sono risultati privi di documentazione, mentre 5 collaboratori familiari non erano stati assicurati presso l’Inail. Per questo sono state elevate sanzioni per 40mila euro.
Ma soprattutto sono stati circa 354 i chilogrammi di prodotti ittici sequestrati per cattivo stato di conservazione e con presenza di parassiti (Anisakis simplex), oltre alla mancata tracciabilità del prodotto. Mentre si stanno verificando alcune anomalie su taluni allacci Enel che sembrano essere non proprio regolari, sono ancora in corso accertamenti per la verifica del pagamento dei canoni concessori e in materia di sicurezza sul lavoro.
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Sabato 15 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-07-2017 18:52