La perizia rivela: «Il killer di Noemi
capace d’intendere»

La perizia rivela: «Il killer di Noemi
capace d’intendere»
Lucio era capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Questo dice la perizia psichiatrica disposta sull’assassino reo confesso di Noemi Durini, la 16enne di Specchia uccisa il 3 settembre scorso nelle campagne tra Castrignano del Capo e Santa Maria di Leuca. Le conclusioni dei consulenti Alessandra Zafferano e Maria Grazia Felline, nominati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni Ada Colluto, sono state depositate nei giorni scorsi. E saranno oggetto di discussione a partire dall’8 febbraio, giorno in cui è stato fissato l’incidente probatorio. E sarà battaglia anche sulla scorta delle altre perizie: quella della difesa, quella della Procura per i minorenni, e infine le due - distinte - disposte dai genitori della ragazzina.
I dettagli degli accertamenti disposti dal Tribunale si sapranno solo nei giorni a venire. Ma l’indicazione trapelata nelle scorse ore è di fondamentale importanza per il prosieguo del procedimento giudiziario nei confronti dell’indagato. Il neo diciottenne è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dalla crudeltà, soppressione di cadavere, e porto di oggetti atti a offendere. E nella relazione dei consulenti nominati dal gip sono contenute anche le considerazioni relative al rapporto tra Lucio e i suoi genitori, nonché quelli tra il ragazzo e i genitori di Noemi: tutti e quattro sentiti dai periti nei mesi scorsi. Un rapporto decisivo per tratteggiare la personalità dell’indagato, anche alla luce delle tensioni tra le famiglie relative alla relazione tra i due ragazzini. «Occorre accertare - scriveva il gip nella richiesta ai due consulenti - le caratteristiche della personalità, le capacità cognitive ed intellettive di Lucio in rapporto all’età, alle condizioni di vita socio-familiare ed alle condizioni di salute psichica, al fine di valutare il suo stato mentale al momento del fatto e stabilire se e in quali termini fosse capace di intendere e di volere in quel momento, nonché al fine di valutare la sua capacità di partecipare coscientemente al processo».
 
L’omicidio sconvolse un’intera comunità, ed ebbe una eco nazionale: Noemi scomparve il 3 settembre e di lei non si ebbero più notizie fino a dieci giorni più tardi, quando il suo fidanzato, Lucio, ammise davanti ai carabinieri di averla uccisa. Fornendo, però, versioni sempre diverse e contrastanti sul tragitto, sul movente e su altre circostanze. Il 20 ottobre, ai funerali di Noemi, celebrati dal vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, parteciparono migliaia di persone. L’ultimo saluto di un paese ancora sotto shock per
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Sabato 13 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:24