«Giliberti imposto dall’alto»: Delli Noci attacca ancora

«Giliberti imposto dall’alto»: Delli Noci attacca ancora
La campagna elettorale è già iniziata. E, per il momento, ad attaccare è Alessandro Delli Noci, ex assessore della Giunta Perrone oggi in campo come candidato sindaco sostenuto dai movimenti civici della città che non si riconoscono nei partiti tradizionali e nei loro codici. 
E se pochi giorni fa, all’indomani del “sì” del centrodestra alla candidatura a sindaco del giornalista Rai Mauro Giliberti, proprio lo stesso Delli Noci aveva liquidato la scelta dei partiti come un «teatrino» e come «la sconfitta della classe dirigente», oggi torna alla carica. Un nuovo, durissimo attacco, appunto, e nel mirino finisce nuovamente il centrodestra con i suoi partiti e con i suoi leader.
«Le parole di Saverio Congedo riportate da Quotidiano - dice - rafforzano e confermano i dubbi già espressi da me e da tanti altri cittadini che incontro giornalmente. La scelta di Giliberi - aggiunge su Facebook lo stesso ex assessore all’Innovazione - che oscura e delegittima politici con esperienza decennale in città dopo vent’anni di governo incontrastato, è una manovra politica imposta dall’alto, telecomandata, completamente autoreferenziale e avulsa dalla città e dai cittadini».
 
Niente sconti, insomma, da Delli Noci.
In un’intervista a questo giornale, infatti, il consigliere regionale Congedo - per settimana nella rosa dei possibili candidati a sindaco insieme al parlamentare Roberto Marti e agli assessori Attilio Monosi e Gaetano Messuti - ha detto che «dopo vent’anni di vittorie sempre al primo turno, di successi anche in controtendenza al dato nazionale e regionale, di stabilità e buon governo, di sindaci capaci di farsi apprezzare anche fuori dai confini cittadini, era lecito aspettarsi una candidatura in sintonia con questa storia e con il legame forte che lega la comunità leccese e classe politica del centrodestra». Senza ciò, ben’inteso - ha specificato Congedo - infici la bontà della candidatura di Giliberti.
Delli Noci incalza, quindi, e legge la scelta di candidare un “papa straniero”, un professionista e rappresentante della società civile che, fino a oggi, la politica l’ha sempre raccontata, nella sua veste di giornalista prima per testate locali e poi per il programma Rai “Porta a Porta” di Bruno Vespa. «Una manovra - scrive Delli Noci - che conferma l’inconsistenza di una classe politica che non ha più nulla da dire e da fare per la città. Una scelta che, come avevamo ampiamente previsto, comincia a scricchiolare e a suscitare qualche reazione piccata. Ma gli elettori non sono stupidi: non è il volto che fa la differenza, ma i contenuti. E se i contenuti sono gli stessi e dietro le quinte si muovono le stesse dinamiche, allora non è cambiato nulla».

Per l’ex assessore della Giunta Perrone, dimessosi appena un mese fa in contrasto con il modus operandi seguito dal centrodestra per scegliere il candidato sindaco, «sarebbe stato più corretto affrontare l’elettorato con le proprie facce, come chi ha avuto e ha il coraggio di metterci la propria. Noi andiamo avanti col nostro lavoro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 12 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:26