La passione scoppia su Facebook ma dopo due anni scopre che lui è una donna

La passione scoppia su Facebook ma dopo due anni scopre che lui è una donna
Una passione sanguigna come quella cantata nelle poesie di Pablo Neruda. Dal Capo di Leuca lungo tutta la penisola per raggiungere la provincia di Torino. Per due anni e mezzo. Di amori, litigi, gelosia, ossessioni. Decisioni forti come quella di lasciare l’uomo che da 15 anni le era accanto. E di passare la sua password di Facebook all’uomo che le aveva rapito il cuore. Valentino il nome, come il primo rubacuori del cinema muto.
Di stati d’animo talmente turbati da perdere il posto di lavoro. Tutto virtuale nella forma, ma vero nella sostanza. Vero per chi l’ha vissuta, questa storia. E l’ha subita: dopo mille giorni di chat su Facebook e di telefonate lungo oltre 1000 chilometri, la malcapitata ha scoperto di essersi follemente innamorata sì, ma di una donna. Quel lui che la folgorò con le foto del profilo di Facebook era una lei. Ed ora la delusione non finirà nella classica “elaborazione del lutto”: questa donna ha sporto una denuncia alla Procura di Torino in cui chiede di accertare se quella donna che avrebbe nascosto la sua sessualità femminile per intrattenere on-line e telefonicamente una relazione amorosa ed erotica possa rispondere dell’ipotesi di reato di “sostituzione di persona”. E nella querela depositata dal suo legale, l’avvocato Luca Puce, fa presente anche l’impiego delle foto di un’altra persona per rendere più seducente il profilo di Facebook: nei termini del codice penale vuol dire furto di identità.
Tutto cominciò a dicembre di tre anni fa navigando su Facebook. La salentina chiese l’amicizia a quel giovane che non la lasciava indifferente. Le prime chat, poi l’intimità diventata appuntamento quotidiano con l’erotismo. off limits. Tra chat e chiamate, anche canzoni romantiche e dichiarazioni d’amore.
La lui/lei avrebbe dettato le regole: nessuna foto, nessun contatto diretto perché impegnato nel lavoro di commissario di polizia, ora in trasferta in Brasile ora con l’Università. E la voce al telefono? Non era quella di una donna? Sì. Ma tutta colpa di un delicato intervento alle corde vocali. Fu una foto di gruppo poi a insinuare il tarlo del dubbio: cliccandoci spuntò un nome diverso da quello di Valentino. Il resto lo fece un intraprendente cartomante di Roma che contattò Valentino sul telefono di casa e gli svelò che il suo gioco era finito. E alla fine si scoprì che la lui-lei aveva una relazione parallela. Con un’altra donna. Inconsapevole pure lei del raggiro. Si ritroveranno tutti in Tribunale. Chissà magari, viste le distanze, sarà un processo telematico. Per restare in tema.
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Giovedì 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:01