Tap: Arpa e Provincia di Lecce, via libera ai lavori: «Il cantiere non inquina»

Tap: Arpa e Provincia di Lecce, via libera ai lavori: «Il cantiere non inquina»
La multinazionale Tap ha ottenuto dalla conferenza dei servizi convocata dalla Provincia di Lecce il via libera a proseguire i lavori del gasdotto in fase di realizzazione nel Salento. La Provincia di Lecce ha infatti stabilito che TAP non è da ritenersi «in maniera univoca e inequivocabile» responsabile dei superamenti registrati, ma ha condiviso la proposta di Arpa e del sindaco di Melendugno Marco Potì, di intensificare comunque i controlli. Il tavolo tecnico era stato convocato dalla Provincia alla presenza tra gli altri di Arpa, dei rappresentanti di Tap e Saipem e del sindaco di Melendugno Marco Potì, (assente sebbene invitata la Regione Puglia) per una verifica dei risultati delle analisi Arpa nella zona del cantiere di San Basilio, dove in alcune punti, sono emersi livelli superiori alla norma del cromo esavalente. Nell'incontro, a quanto si apprende, il responsabile del Dipartimento Arpa Lecce, ingegnere Bucci ha ribadito che non c'è inquinamento e che, per quanto riguarda i valori riscontrati in passato, non è dimostrabile alcun nesso di causalità tra le attività di Tap e i superamenti riscontrati. Ha inoltre confermato che il cemento utilizzato per i lavori è a norma e che anche l'acqua e gli additivi utilizzati rispettano tutti gli standard di legge. Ha sottolineato, però, che essendo la fase di scavo del gasdotto particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, deve essere regolarmente monitorata. Pertanto, al di là delle attività di campionamento realizzate da Tap due volte al mese, saranno presi accordi con Tap per campionamenti mensili (a spese della società) almeno dei piezometri 2, 6, 7 e 8. Anche la Asl ha confermato che non ci sono rischi né per la salute né per l'ambiente. Il project manager di Tap Gabriele Paolo Lanza ha comunque chiesto di estendere l'area di analisi oltre il cantiere del gasdotto, includendo in particolare il fitodepuratore e i numerosi pozzi abusivi presenti nelle aree limitrofe, per fornire un quadro più completo delle criticità esistenti. Mentre si svolgeva il tavolo tecnico, all'esterno della sede della Provincia una cinquantina di aderenti al Movimento No Tap hanno manifestato pacificamente controllati da agenti di polizia.
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Martedì 12 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 20:01