Tracce di sangue e telefonini
Caso Noemi, doppia perizia

Tracce di sangue e telefonini
Caso Noemi, doppia perizia
Ancora due perizie per avvicinarsi alla verità sull’omicidio di Noemi Durini. Sulle tracce biologiche, ossia su residui di sangue ed altro raccolti nel corso delle indagini. E sui telefoni cellulari dei parenti e degli amici della ragazza di Specchia ammazzata a 15 anni il 3 settembre dell’anno scorso e del fidanzato L.M., di Alessano, 17 anni quando il 13 settembre confessò l’omicidio salvo poi ritrattare tutto per indicare nell’autore l’amico di 49 anni descritto nella lettera consegnata alla polizia penitenziaria il 3 gennaio. In quest’ultimo accertamento affidato all’ingegnere informatico Claudio Leone anche due impianti di videosorveglianza: occorre verificare se abbiano registrato il passaggio della Fiat 500 di L.M. ed anche di altre autovetture.
Anche questi “accertamenti irripetibili” servono a trovare riscontri per cercare di ricostruire cosa sia effettivamente accaduto a Noemi. Perché è una storia ancora tutta da scrivere nella sua stesura definitiva, alla luce dei dubbi insinuati dall’indagato L.M.: almeno sette le versioni indicate agli inquirenti. La penultima, quella della mattina del 13 settembre, confessata al comandante dei carabinieri della stazione di Specchia, fu seguita dall’accompagnamento degli investigatori nel bosco fra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo dove fece trovare il corpo della ragazza sepolto sotto un cumulo di pietre.
Una di quelle pietre è diventata un reperto: quella con cui L.M. avrebbe colpito la ragazza alla testa, per poi seppellirla staccando dei grossi sassi da un muretto a secco. Sarà esaminata insieme alle tracce di sangue e di tracce biologiche in genere trovate sullo sportello del passeggero della Fiat 500 di L.M., nella stessa abitazione e sul corpo della ragazza durante l’autopsia.
Il compito di esaminare i reperti è stato affidato al maresciallo dei carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Roma, Vincenzo Verdoliva. Lo ha stabilito il pubblico ministero della Procura per i minorenni di Lecce, Anna Carbonara, titolare dell’inchiesta condotta con la collega della Procura ordinaria Donatina Buffelli. L’incarico verrà conferito il 16 febbraio prossimo a mezzogiorno.
Stesso giorno, ma con orario fissato per le 10.30, per consegnare nelle mani dell’ingegnere Leone l’autorizzazione ad esaminare quattro telefoni cellulari sequestrati ad altrettanti amici di Noemi ed L.M. nel corso delle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo. E poi i telefoni della madre della ragazza, di L.M. ed i filmati due impianti di videosorveglianza.
Ai due conferimenti parteciperanno i legali delle parti: gli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe per L.M., indagato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione dai futili motivi, nonché per occultamento di cadavere; l’avvocato Mario Blandolino per la sorella di Noemi; l’avvocato Giulia Bongiorno per la madre della ragazza; e l’avvocato Francesco Zacheo per il padre.
Per tutti la facoltà di nominare un perito di parte.
 
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Martedì 13 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:45