Si piega sui binari per bere: muore travolto dal treno

LECCE - Quel treno regionale in arrivo sul primo binario da Bari, alle 7.40, probabilmente non lo ha visto né sentito. Eppure, stando alle testimonianze di chi ha assistito all’incidente, il macchinista avrebbe azionato il dispositivo sonoro e qualcuno gli avrebbe anche urlato di spostarsi. Ma lui non ce l’ha fatta: è stato travolto dal convoglio e trascinato per diversi metri prima che il treno fermasse la propria corsa.
Non ce l’ha fatta Fabrizio Bernardini, 57 anni, di Monteroni. È morto sul colpo ieri mattina, lungo il primo binario della stazione di Lecce. Stando a una prima ricostruzione della dinamica del tragico incidente, effettuata dalla Polizia ferroviaria intervenuta subito sul posto, pare che l’uomo fosse piegato sui binari per utilizzare una fontanella per bere o lavarsi e, probabilmente accecato dal sole, non avrebbe visto il treno che nel frattempo sopraggiungeva.
 
 

Qualcuno gli ha urlato di spostarsi di là, ha cercato in tutti i modi di attirare la sua attenzione, ma lui non ha sentito, oppure non ha avuto i riflessi pronti: il treno lo ha colpito in pieno, non lasciandogli alcuno scampo.
Bernardini era un volto noto nella stazione di Lecce. Non era propriamente un senzatetto: a Monteroni tornava spesso perché lì vive ancora l’anziana madre. Ma il tempo libero lo passava con gli amici della stazione: qualcuno di loro sostiene che percepisse una pensione, altri che “arrotondasse” lavorando come parcheggiatore abusivo nei dintorni. E da quando gli avevano sequestrato il motorino, con cui raggiungeva il capoluogo da Monteroni, lui per spostarsi utilizzava il treno. «La sera tardi, però, treni per riportarlo a Monteroni non ce n’erano - racconta un compagno di avventure alla stazione - e allora rimaneva a dormire qui. Lo faceva spesso, però non veniva con noi alla Croce Rossa, voleva rimanere sempre in stazione».
Nei dintorni lo conoscevano tutti: «Fabrizio era allegro - racconta un senzatetto - amico di tutti, non dava mai problemi. E poi era una persona buona: se aveva due spicci in tasca ci invitava sempre ad andare al bar con lui. Non posso credere che gli sia capitata una cosa del genere».
Quello di Fabrizio Bernardini era un nome noto anche alla cronaca giudiziaria per alcuni episodi legati al traffico di stupefacenti. Nel 2011 venne arrestato insieme ad altre persone per un omicidio di mafia, quello del 52enne leccese Italo Pinto, avvenuto 25 anni prima: nel febbraio del 1987. Condannato in primo grado nel 2013 all’ergastolo, nel 2014 venne assolto in Appello per non aver commesso il fatto.
Sulla sua morte la procura di Lecce ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Un atto dovuto per permettere la prosecuzione delle indagini, volte a comprendere l’esatta dinamica della tragedia. Intanto ieri, dopo che il medico legale Alberto Tortorella ha effettuato l’esame esterno del cadavere, la salma è stata riconsegnata alla famiglia. E i funerali si svolgeranno questo pomeriggio a Monteroni, nella chiesa Ausiliatrice.
La tragedia ha avuto qualche ripercussione sul traffico ferroviario, che attorno alle 10 è tornato progressivamente alla normalità. Due i treni coinvolti: un intercity Lecce-Bologna che è partito con dieci minuti di ritardo e un treno regionale Lecce-Bari partito invece con 45 minuti di ritardo.

 
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Mercoledì 14 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 15-03-2018 12:23