Migranti, la sfida di studiare e capire il fenomeno

Migranti, la sfida di studiare e capire il fenomeno
Domani (10 ottobre, ore 16.15, al rettorato) inizierà a Lecce un lungo ciclo di seminari sul problema dei migranti, che si concluderà nel maggio prossimo. Perché un ciclo di seminari sugli immigrati, svolto all’Università e con molti relatori che sono docenti universitari? Perché un processo sconvolgente e profondo come l’immigrazione non si può affrontare soltanto con la polemica politica e sociale. Anche con quella, certo, ma bisogna innanzitutto contrastare con la riflessione culturale la tendenza alla comunicazione istantanea e superficiale, la ricerca della battuta ad effetto che cerca soluzioni facili e mirabolanti a problemi difficili.

È proprio questo il segno inconfondibile del populismo: “stiamo scrivendo la storia”; “oggi aboliamo la povertà”; “i media ci vanno contro”; “i poteri forti complottano contro di noi”. Oppure: “della UE me ne frego”; “i mercati se ne faranno una ragione”; ecc. In questo modo, non si saltano solo le necessarie mediazioni istituzionali, le garanzie e i contrappesi che sono la sostanza della democrazia, si saltano i ragionamenti, le competenze, lo sforzo di capire. Questo porta fatalmente alla ricerca di un capro espiatorio a cui dare la colpa dei propri disagi, porta alle soluzioni illusorie, e mette in pericolo la democrazia.

La capacità di riflettere e di dialogare è l’arma più preziosa contro questa tendenza. Ma, si badi, è anche l’arma necessaria contro l’arroccamento delle idee costituite, dell’establishment culturale. È troppo facile esorcizzare i problemi emergenti con l’ignoranza e l‘immaturità - che pure ci sono - di chi, maldestramente, li rappresenta. Per esempio, ci sono legami complessi tra intolleranza xenofoba e disoccupazione, oppure tra emigrazione e potenzialità di sviluppo. Ci sono tensioni difficili da risolvere tra senso di identità dei gruppi sociali e processi tecnologici ed economici di globalizzazione. I mercati - quello finanziario o delle merci o del lavoro - non sono più in grado (se mai lo sono stati) di fornire soluzioni automatiche a questi processi. L’ipotesi neo-liberista, che egemonizza le politiche liberali e quelle di sinistra da trent’anni, è incapace di offrire soluzioni.

La riflessione è l’unico strumento per affrontare questi problemi complessi, che richiedono soluzioni innovative e cambiamenti radicali di prospettiva. Essa è l’unico modo per difendere efficacemente i diritti umani e i valori della solidarietà. E i professionisti, gli insegnanti, gli intellettuali, i politici hanno il dovere di ricominciare a riflettere, fuori dal chiasso delle polemiche ma senza isolarsi, anzi creando nuovi contatti con l’opinione pubblica.

Per questo Humanfirst e i corsi di laurea di Scienze politiche e di Politiche per l’emigrazione hanno promosso questo ciclo di seminari. Insieme con Enzo Fischetti, presidente di Humanfirst, ringraziamo i professori Claudia Sunna, Attilio Pisanò e Luigi Nuzzo e l’assessore comunale Silvia Miglietta per il loro aiuto organizzativo. Ringraziamo anche, per il loro sostegno e incoraggiamento, il sindaco di Lecce, il Rettore Zara e il Pro-rettore vicario Fazio, il Direttore del Corso di Laurea di Scienze Sociali, Fabio Pollice, e tutti i relatori e presidenti di sessione.

*Coordinatore di Humanfirst

 
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Martedì 9 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:16