Professionisti e non sms per curare la sanità malata

Professionisti e non sms per curare la sanità malata
Abbiamo seguito con interesse gli approfondimenti pubblicati nei giorni scorsi sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia in riferimento alle liste d’attesa nella sanità regionale, ma come Cisl Funzione pubblica regionale siamo rimasti perplessi sulla “medicina” che ha proposto il direttore del dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti.
Infatti il 12 dicembre 2016 Cgil Cisl Uil confederali e le categorie della Funzione Pubblica e dei Pensionati hanno sottoscritto un accordo con il Presidente Emiliano proprio per verificare lo stato delle liste di attesa. In quel testo si indicava la necessità di definire in ogni Asl un progetto per l’abbattimento delle liste di attesa; monitorare trimestralmente l’andamento e i risultati di tali progetti; prevedere incentivi e penalità sugli obiettivi predisposti e nel monitoraggio confrontare l’attività istituzionale rispetto a quella intramoenia. Di tutto ciò nulla è stato fatto. Numerosi sono stati i solleciti, ma non abbiamo mai avuto una risposta seria, tanto è vero che solo qualche giorno fa il Presidente Emiliano, che ha ricevuto i Segretari Confederali Regionali, si è ‘accorto’ che è trascorso quasi un anno da quella data senza alcun risultato.
Bene ha fatto il Quotidiano a rappresentare la difficoltà reale del cittadino pugliese che si reca nelle strutture sanitarie e non trova un immediato riscontro alle sue necessità di diagnosi e a volte di cura. Ma le rilevazioni a cui ci si riferisce sono, secondo la Cisl Fp, datate perché relative all’inizio dell’anno e, quindi, non rispondenti alla situazione attuale. Ci chiediamo, per questo motivo, come la Regione Puglia possa programmare un progetto di abbattimento o riduzione delle liste di attesa se non si conoscono i dati attuali. E’ indispensabile agire subito non solo rilevando le prenotazioni programmabili da soddisfare con parametri stabiliti dalle circolari o dai decreti, quelle urgenti, ma anche quelle a cui ci si rivolge per avere il diritto alla salute, mentre, invece, i cittadini aspettano molti mesi per conoscere il proprio stato di salute. Riteniamo, per esempio, inutile acquistare attrezzature senza assumere il personale per farle funzionare. In Puglia il personale è carente e non si può pensare che il processo di stabilizzazione dei precari voluto dalla legge Madia risolva il problema, perché si tratta di persone che stanno già lavorando, che hanno un contratto a tempo determinato e che nel 2018, se avranno i requisiti, lo vedranno trasformato in tempo indeterminato.
Ma la situazione della carenza non cambia, infatti i nuovi ingressi sono pochi ed insufficienti. La sanità ha bisogno di professionisti per l’assistenza, per la cura e la riabilitazione ma anche per la prevenzione. La Regione Puglia ha il dovere, nei confronti dei cittadini, di garantire pienamente il diritto alla salute, magari evitando, come avviene, che vi siano lunghe file sin dalle prime ore del mattino davanti ai Cup per poi sentirsi dire che quella prestazione potrà essere effettuata solo dopo alcuni mesi, o addirittura di ripassare in altro momento perché le liste di prenotazione sono chiuse. Per questo, chi può, sceglie altre Regioni o altre strade come l’attività intramoenia per visite, diagnostica e ricoveri. Ma chi non ha queste possibilità scompare nel nulla nonostante gli venga negato il suo sacrosanto diritto alla diagnosi e alla cura. Questa è la realtà di tutti i giorni.
Come sindacati ci siamo dimostrati disponibili a condividere, nel rispetto dei contratti di lavoro, progetti che puntavano ad abbattere queste penose situazioni; abbiamo anche fatto incontri nella singole Asl, osservando le dichiarazioni di direttori generali e dirigenti. Ma in concreto, oggi, siamo al punto di partenza. Riteniamo che serva a poco gestire l’ordinaria amministrazione senza rendersi conto dei bisogni dei cittadini e dei dipendenti. E non si può neanche pensare che l’invio di Sms, Twitter o note su Facebook possa risolvere i problemi che attanagliano la sanità e che rimangono elementi di carattere generale di garanzia del diritto alla salute. La sanità in Puglia deve essere migliorata in efficienza delle prestazioni ed efficacia nei risultati senza dimenticarsi che gli operatori sono in prima linea per garantire le dovute risposte ai pazienti. È dai bisogni che occorre partire, dall’analisi del fabbisogno, dalle necessità che portano il cittadino a curarsi per poi progettare il miglior modo per farlo con l’apporto di professionisti che lavorano per garantirne la salute. Tutto questo lo si può fare con una programmazione di assunzioni di personale idoneo, di professionisti della sanità in grado di dare efficienza ed efficacia al sistema sanitario pugliese.

*Segretario generale
Cisl Funzione pubblica

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 2 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:53