Niccolò Bettarini, chiuso per 30 giorni l'Old Fashion. pm: «I quattro fermati potevano colpire ancora»

L'Old Fashion chiuso per 30 giorni. La famosa discoteca di Milano dove è stato accoltellato Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, rimarrà con le porte chiuse per un mese. Lo ha deciso il questore di Milano Marcello Cardona.

I quattro ragazzi fermati per l'aggressione a Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura e di Stefano Bettarini colpito con 11 coltellate fuori dalla discoteca Old Fashion, potevano colpire ancora. 
E proprio data la «gravità» dell'aggressione ai danni del giovane di 19 anni c'è il rischio che, se lasciati liberi, i quattro fermati per tentato omicidio possano essere protagonisti di altri fatti di sangue. Lo ha evidenziato, da quanto si è saputo, il pm di Milano Elio Ramondini nella richiesta di custodia cautelare in carcere dove ha contestato il pericolo di reiterazione del reato e anche quelli di fuga e inquinamento probatorio.



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Le indagini Gli inquirenti e gli investigatori hanno deciso di fermare i quattro giovani - dato il quadro probatorio che consiste, in particolare, in numerose testimonianze - perché c'era il pericolo che stessero per darsi alla fuga. Nella richiesta di custodia in carcere inoltrata assieme all'istanza di convalida del fermo al gip, che domani dovrebbe fissare le date degli interrogatori, il pm ha contestato anche le altre due esigenze cautelari previste, la reiterazione e l'inquinamento probatorio.

Stando a quanto ricostruito finora dalle indagini, tra il gruppo dei fermati (due italiani e due albanesi) e un amico di Bettarini ci sarebbe stato un diverbio alcuni mesi fa relativo ad un tavolo nel privé della discoteca Old Fashion. E sabato notte, poi, proprio sulla base di questo precedente, potrebbe esserci stato un nuovo alterco, dopo che i protagonisti della lite si sono riconosciuti nel locale. Bettarini, però, non avrebbe preso parte a questo nuovo scontro. Tutti elementi questi, comunque, ancora al vaglio degli investigatori. L'aggressione ai danni di Niccolò Bettarini è poi avvenuta all'esterno del locale, dopo che gli aggressori e il 19enne erano usciti dalla discoteca in chiusura. Non si è trattato, quindi, di un agguato, a detta degli inquirenti, ossia i quattro non lo stavano aspettando fuori. Non ci sono telecamere che abbiano ripreso le fasi dell'accoltellamento (deve essere ancora individuata l'arma bianca utilizzata), mentre numerosi testimoni oculari sono stati sentiti a verbale e anche lo stesso Bettarini. I fermati al momento non sono stati interrogati alla presenza di difensori e attendono in carcere gli interrogatori di garanzia.


«Nicolò Bettarini non aveva alcuna colpa ed è stato violentemente aggredito per motivi futili». È quanto emerge dalle indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dal pm Elio Ramondini che sta preparando la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare per i quattro accusati di tentato omicidio. La richiesta arriverà probabilmente oggi sul tavolo del gip che poi dovrà fissare gli interrogatori. Uno dei fermati, quello che avrebbe colpito Bettarini, è legato agli ultrà della curva dell'Inter e all'ambiente dell'estrema destra ma, stando a quanto precisato, il movente dell'aggressione non è assolutamente collegato a questioni calcistiche o politiche. 

 


Si tratta di un ragazzo di poco più di vent'anni, raggiunto da un provvedimento di Daspo negli anni scorsi e, durante l'interrogatorio di ieri, avrebbe negato di aver colpito Bettarini all'uscita della discoteca Old Fashion, molto conosciuta a Milano. Gli altri fermati sono un altro italiano e due albanesi mentre sono in corso accertamenti di natura amministrativa per un provvedimento del questore Marcello Cardona riguardante il locale. L'accusa per i fermati è di tentato omicidio. Niccolò Bettarini non è in pericolo di vita, nonostante sia stato raggiunto da alcune coltellate.

«Li ho riconosciuti, tre di loro sembravano drogati, uno aveva gli occhi azzurri. Spero che in galera ci stiano anni», aveva detto un amico di Niccolò agli agenti della Squadra mobile e della Volante in questura a Milano, mentre aspettava gli altri sul marciapiede di via Fatebenefratelli. Aveva raccontato che quelli «si accanivano col Betta, ne ho spinto via uno. Lui perdeva molto sangue». Un altro ragazzo, che aveva assistito all'aggressione di Bettarini aveva aggiunto che «sembravano animali».

«Nostro figlio Niccolò è stato aggredito da molte persone mentre cercava di difendere un amico. Fortunatamente le conseguenze non sono gravi. Niccolò si sta riprendendo velocemente, un miracolo visto le 11 coltellate inferte»,
avevano scritto Simona Ventura e Stefano Bettarini mentre l'ospedale Niguarda in cui è ricoverato Niccolò spiegava che il «ragazzo presenta lesioni superficiali da taglio su tronco, addome e un arto superiore. Eseguiti tutti i necessari
accertamenti, è in programma nei prossimi giorni un intervento per la lesione (a un nervo) riportata all'arto superiore. Le condizioni non sono gravi. La prognosi è comunque riservata». In attesa, appunto, dell'intervento.

Quello che è successo, dopo le 5 di mattina di domenica, rimane ancora un poco confuso anche per via delle versioni contrastanti con quelle degli amici di Niccolò che avrebbero reso i quattro ma si tratterebbe davvero di una lite scatenatasi per ragioni futili, ingigantite dall'alcool bevuto dagli aggressori. Roberto Cominardi, titolare dell'Old Fashion, aveva cercato di ricostruire: «Niccolò era tranquillo nel locale, dalle immagine di 33 telecamere che abbiamo non c'è nessuno che ha litigato con lui. È stato a parlare con un dipendente fino all'orario di chiusura e, dal momento che lo conoscono tutti, lo avrebbero riferito se qualcuno avesse avuto a che dire con Niccolò».

Cominardi ha raccontato che, sempre dalle telecamere, si vede il giovane che si allontana dal locale, guarda alcune persone che stavano litigando e se ne va. Le stesse persone vanno poi nella sua direzione. Il racconto di Cominardi finisce qui, perché oltre le telecamere non vanno. Sono comunque in corso accertamenti sul locale. È stato davanti a un chiosco notturno di panini e bibite che si è scatenato il caos. Forse uno sguardo di troppo da parte di qualcuno ed è scattata la rissa; Bettarini potrebbe essere intervenuto per difendere un amico ma, sottolinea uno dei testimoni, «si sono accaniti contro di lui». Uno lo ha colpito con un coltello, forse un punteruolo che, però, non è stato trovato. È stata chiamata un'ambulanza e il diciannovenne è stato portato in ospedale in codice giallo, quindi in condizioni non gravi, che è diventato rosso (condizioni critiche) all'arrivo. Dopo ulteriori controlli, si è capito che non era in pericolo di vita. Per tutta la giornata in Questura erano stati ascoltati gli amici di Bettarini che avevano dato indicazioni precise le quali hanno portato a loro volta in Questura i quattro fermati.



 
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Lunedì 2 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:11
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