Siria, May: attacco giusto e leale contro armi chimiche. Corbyn: le bombe non portano pace

May: attacco giusto e leale contro armi chimiche. Corbyn: le bombe non portano pace
La premier conservatrice britannica Theresa May ha definito «legale e giusto» l'attacco di stanotte contro la Siria, giustificandolo sulla base dei «precedenti del regime siriano nell'uso di armi chimiche».

Gli attacchi mirano a «dissuadere dal barbaro uso delle armi chimiche in Siria e oltre», ha aggiunto May in una conferenza stampa a Downing Street, legando indirettamente i raid al caso dell'avvelenamento a Salisbury dell'ex spia russa e di sua figlia e lanciando così un monito a Mosca. «L'uso recente di un agente nervino nelle strade del Regno Unito è parte di uno stesso cammino», ha detto May, e i bombardamenti sulla Siria «manderanno anche un chiaro segale a chiunque creda di poter usare armi chimiche con impunità». «Sappiamo che il regime siriano ha un'orribile storia di uso di armi chimiche contro il suo stesso popolo», ha sottolineato ancora la premier britannica. 

«Nessun altro gruppo potrebbe aver condotto questo attacco. Daesh non ha una presenza a Douma», ha sottolineato May, confermando di non avere dubbi sulla responsabilità dell'attacco del 7 aprile scorso. Quanto ai raid, la premier britannica ha spiegato: «La storia con insegna che quando le regole e gli standard globali che ci tengono al sicuro vengono minacciato dobbiamo prendere posizione e difenderli. È quello che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare».

La May ha quindi ricordato che «l'utilizzo di un agente nervino nel Regno Unito nelle ultime settimane» per avvelenare l'ex spia russa Sergei Skripal «è un esempio del disprezzo di queste norme». I raid della scorsa notte «manderanno un segnale chiaro a chiunque creda di poter usare le armi chimiche impunemente».

«Le bombe non salvano le vite e non portano la pace», è invece la posizione del leader laburista britannico Jeremy Corbyn sull'attacco in Siria. Raid «legalmente discutibili» che rischiano di aggravare «un conflitto già devastante». «La Gran Bretagna - ha accusato Corbyn - avrebbe dovuto assumere un ruolo di leadership» per «spingere Russa e Usa a concordare un'investigazione indipendente guidata dall'Onu» sul presunto attacco chimico di Duma, non «seguire le istruzioni» di Trump. Corbyn ha criticato poi May per non aver chiesto l'ok in Parlamento.

 
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Sabato 14 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:44
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