Siria, 7 giorni fa l'attacco con i gas tossici alla Duma che ha indignato il mondo

Siria, 7 giorni fa l'attacco con i gas tossici alla Duma che ha indignato il mondo
L'attacco in Siria di questa notte, operato in maniera combinata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, è una risposta all'attacco chimico su Duma, l'ultima area della Ghuta, in mano ai miliziani anti-Assad. Le immagini dei bambini con le maschere antigas hanno sconvolto il mondo e non ha caso Trump aveva promesso una risposta immediata «in 24-48 ore» due giorni fa.

LEGGI ANCHE ----> L'azione contro la Siria durante la notte
 
 

Cosa è successo a Duma. Una miscela di gas e armi convenzionali usati contro intere famiglie ammassate in scantinati di edifici semi distrutti a est di Damasco. I raid a Duma dell'8 aprile scorso hanno causato almeno 100 morti e forse mille feriti. Dal canto suo il governo siriano ha sempre smentit l'uso di gas tossici e la Russia respinge al mittente le accuse di essere coinvolta nei bombardamenti. Damasco afferma che la risposta militare contro i miliziani di Duma è avvenuta dopo che questi hanno sparato diversi mortai e razzi contro quartieri residenziali di Damasco uccidendo quattro civili. Secondo fonti mediche concordanti a Duma sono decine (si parla di 70 uccisi ma altre fonti riferiscono di 150) i civili e circa uccisi e circa mille i feriti nelle ultime 24 ore in due distinti attacchi con gas tossici attribuiti all'aviazione governativa e lanciati sulla cittadina di Duma, ultima roccaforte dei miliziani di Jaysh al Islam, sostenuti a lungo dall'Arabia Saudita ma da settimane lasciati a se stessi a negoziare la resa.
 


Deportati. Decine di migliaia di civili presenti a Duma - circa centomila in tutto secondo fonti Onu - saranno invece deportati in campi di sfollati nella zona di Damasco, assieme ai civili delle altre zone della Ghuta che si sono arrese una dopo l'altra dal 23 marzo scorso. Secondo gli ultimi medici presenti a Duma, gli attacchi chimici, due, sono avvenuti l'8 aprile nel pomeriggio. Nel primo i sintomi segnalati dai soccorritori fanno pensare all'uso di cloro, mentre nel secondo si ipotizza l'utilizzo di una miscela di gas nervino e sarin ma è impossibile dire con certezza le materie tossiche usate nei bombardamenti aerei. I medici affermano che le vittime del secondo attacco non sono riuscite a fuggire e che molti sono morti negli scantinati dove si erano rifugiati. Mentre nel primo attacco, quello forse col cloro, le vittime hanno presentato sintomi di soffocamento, bave schiumose alla bocca e convulsioni ma che sono comunque riuscite a uscire dagli edifici colpiti. Gli attacchi «chimici» sono stati preceduti da intensi bombardamenti aerei con armi convenzionali. E i raid sono continuati anche durante e dopo i lanci di gas tossici su Duma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 14 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:19
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti