M5S-Lega, Salvini: intesa sui punti chiave. Di Maio: siamo sulla buona strada

Salvini e Di Maio al tavolo a Milano
«Accordo sui punti chiave». «Siamo sulla buona strada». Matteo Salvini e Luigi Di Maio sintetizzano così lo stato della trattativa sul programma per il nuovo governo Lega-M5S dopo il nuovo vertice tenuto a Milano al Pirellone. Lontano da Roma Di Maio e Salvini smussano le distanze e iniziano a mettere nero su bianco il «contratto per il Governo del cambiamento». Il passo da qui alla chiusura dell'accordo è più agevole, ma restano alcuni nodi da sciogliere in queste ultime ore, a cominciare da quello della premiership. E, anche sul programma, l'intesa non è totale. Domenica, in un round che si preannuncia decisivo, tutti i 20 e più punti dovranno avere la vidimazione dei due partiti. Perché il tempo stringe e sia M5S sia la Lega non vogliono rischiare nel chiedere altro tempo al Quirinale.

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Salvini. «C'è sostanzialmente un accordo sui punti chiave», ha detto il leader della Lega dopo l'incontro. «Sono contento perché si sta parlando di temi, non di nomi, non di cognomi, non di ministri», ha aggiunto. «Rispetto ad altre ipotesi di governo che vengono da Marte e di ministri se c'è accordo sui punti fondamentali è meglio un governo che si impegni sulla base di un programma», ha proseguito.


 


«Se la compatibilità arriverà all'80% si parte. Altrimenti ci abbiamo provato», ha aggiunto ancora Salvini. Secondo il leader leghista, comunque, «sui punti caldi» come tasse, pensioni e immigrazione c'è ottimismo. «Entro poche ore vogliamo chiudere su tutto, domani si lavora ancora», ha assicurato Salvini. 

 
«Abbiamo parlato di conflitto di interessi? Di tutto. Senza voler punire nessuno, ma nessuno nemmeno nell'ambito dei 5 Stelle ha mai pensato a leggi punitive o restrittive che mettano a rischio l'economia, lo sviluppo o i posti di lavoro. È un dibattito che non c'è mai stato», ha detto ancora Salvini. A chi gli chiedeva se in questo programma ci sarà dunque un intervento sul conflitto di interessi, ha risposto: «Stiamo lavorando anche a questo, anche se ovviamente non è una delle mie priorità».



Di Maio. «Siamo sulla buona strada, sono ottimista e non solo sulla discussione al tavolo ma per quelli che la temono e ci stanno attaccando: vuol dire che siamo sulla buona strada», ha puntualizzato Di Maio in un video su Facebook dove ha aggiunto: sono quelli «che fanno parte della vecchia politica e attaccano questo governo che ancora deve nascere: più ci attaccano e ci snobbano e più vuol dire che siamo sulla buona strada».

 


«Il lavoro sul contratto di governo sta procedendo bene. La discussione va avanti e ci sono ampi punti di convergenza. Non abbiamo parlato di nomi», ha detto ancora il leader M5S. Sul contratto di governo «dobbiamo acquisire il miglior risultato, altrimenti non ha senso andare al governo» ma «vedrete che presto sarà possibile vedere un governo che potrà cambiare veramente le cose per gli italiani».





Il tavolo. A Milano oggi si è riunito anche il tavolo tecnico tra i parlamentari grillini e leghisti per la stesura del programma. Sul tavolo del vertice un plico con su scritto "Contratto per il governo del cambiamento". Per la Lega presenti il vice segretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli, Nicola Molteni, Armando Siri e Gian Marco Centinaio e Claudio Borghi, per i 5 Stelle: Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora e Laura Castelli. Presente anche il responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle Rocco Casalino.

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«Io credo sarà un buon contratto», così il capo politico del M5S si è limitato a rispondere ai giornalisti che gli chiedevano, al suo arrivo a Milano, che cosa succederebbe se gli iscritti bocciassero l'accordo con la Lega attraverso la piattaforma Rousseau. Di Maio è arrivato alla stazione Centrale di Milano a bordo di un Frecciarossa da Roma. «Anche l'incontro di ieri mattina è stato positivo: abbiamo fatto notevoli passi in avanti sul contratto di governo e abbiamo trovato ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani: reddito di cittadinanza, flat tax, lotta al business dell'immigrazione, abolizione della legge Fornero, conflitto di interessi», ha ribadito Di Maio.

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«Gli italiani hanno dei bisogni chiari e immediati. Come abbiamo sempre detto è fondamentale dare una risposta a tutti i cittadini che oggi sono ai margini - ha scritto Di Maio sul Blog delle Stelle -. È notizia di qualche giorno fa che sono aumentati ancora gli italiani in condizioni di povertà assoluta: sono 5 milioni di persone. L'Istat stima che nel 2017 siano in povertà assoluta 154mila famiglie e 261mila individui in più rispetto al 2016. Dal punto di vista territoriale, i dati provvisori mostrano aumenti nel Sud e nel Nord, e una diminuzione al Centro. Siamo quindi davanti a un fenomeno che riguarda tutta la penisola e che assume contorni sempre più drammatici. Pensate che le famiglie senza lavoro sono raddoppiate nel giro di 10 anni e che sono arrivate a un milione. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato». «Siamo entrati nella Terza Repubblica, quella che mette al centro temi e proposte per i cittadini», conclude il leader 5 stelle.

 
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Sabato 12 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-05-2018 12:41
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