Governo, la prudenza di Conte irrita Salvini che lo corregge

La prudenza di Conte irrita Salvini che lo corregge
Prudenza e equilibrio, soprattutto sui nodi che, da qui a tre mesi, potrebbero creare attrito tra M5S e Lega. Nel «retropalco» del discorso programmatico del premier Giuseppe Conte è anche il non detto che conta, i punti del contratto e quelli che, nel bene o nel male, il governo si troverà ad affrontare, che il «Professore» sceglie di accantonare. A cominciare dall'Iva e dalla Fornero, che Conte non cita né nel suo intervento della mattinata né nella replica pomeridiana.

on è una scelta casuale. Perché l'aumento dell'Iva, che contribuirebbe non poco a finanziare alcune delle priorità contenute nel contratto è un'ombra che si aggira nei corridoi di governo. Anche il superamento della Fornero, contenuto nel contratto e assicurato dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio nel suo primo discorso da titolare di un dicastero chiave che comprende anche il Mise, non compare nell'intervento di Conte. E non sono citate neanche Ilva e Alitalia.

on è un caso che, nel tardo pomeriggio, sia il leader della Lega Matteo Salvini a tirare in ballo i due argomenti. Il ministro dell'Interno, in una sorta di punto stampa piuttosto inusuale (poco prima aveva terminato di parlare Conte) assicura che l'Iva non aumenterà e che la Fornero verrà abolita e cerca, così, di portare le istanze della Lega allo stesso livello del M5S.

L'episodio dà il segno di come il governo Conte sia in qualche modo costretto a partire con una certa moderazione. «Dobbiamo studiare i dossier», è infatti il refrain che arriva da Palazzo Chigi, dove si ha chiara la consapevolezza che ogni misura dovrà essere il frutto di una laboriosa concertazione. Salvini, nel frattempo, chiede ai suoi ministri di stilare una lista di priorità per i primi 100 giorni di governo. Priorità che, in chiave M5S, sono soprattutto economiche e includono, certamente, una riforma dei centri dell'impiego. È in Europa, tuttavia, che in questo mese il governo correrà, forte di una lotta contro l'austerity e per una maggiore equità nella gestione dei flussi migratori che vede pienamente d'accordo M5S e Lega.

E c'è chi, nella maggioranza, osserva come tra i primi passi del governo ci possa essere la costruzione di un'asse dei Paesi europei del Sud per avere più margini sul deficit/Pil. Anche perché, spiega un senatore M5S, «la Spagna ha cambiato governo e il Portogallo ha un esecutivo innovativo almeno quanto il nostro». È un asse che, tra l'altro, si potrebbe riproporre sul dossier migranti cercando di forzare la mano, da un punto di vista uguale e contrario al gruppo Visegrad, alla Francia e soprattutto alla Germania.
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Martedì 5 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:20
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