Malavita e minacce ai sindaci: a Foggia un nuovo Reparto prevenzione crimine

Malavita e minacce ai sindaci: a Foggia un nuovo Reparto prevenzione crimine
Lo Stato preme sull'acceleratore per cercare di ridimensionare un numero crescente di casi di criminalità che in queste ultime settimane si sono perpetrati in Puglia. Su un doppio binario: quello di un caso particolare sul quale le indagini sono già avviate, vale a dire i colpi esplosi a San Severo, in provincia di Foggia, contro alcuni mezzi della polizia parcheggiati davanti a un albergo; e il moltiplicarsi di intimidazioni nei confronti dei sindaci - compreso quello di Bari, il presidente Anci Antonio Decaro - e più in generale di amministratori locali. Un capitolo corposo e indigesto, che in buona parte è stato affrontato al Viminale durante un confronto tra i vertici del Ministero dell'Interno, tra cui il ministro Marco Minniti, e una delegazione di sindaci pugliesi oggetto di minacce e intimidazioni. Il cambio di passo del Viminale sul dossier Puglia l'ha fornita proprio Decaro, che ha reso noto la volontà di Minniti di aprire a breve, nel Foggiano, un nuovo Reparto Prevenzione Crimine, che si affiancherà così a quelli già presenti a Bari e a Brindisi.

Lo stesso ministro, poi, si recherà a breve nel piccolo comune del Foggiano «per verificare - come ha raccontato il sindaco di Bari - la situazione». Ma ciò soltanto quando verranno scoperti e incriminati gli autori dell'atto criminale, cosa che a quanto si è capito dovrebbe accadere a breve. Prime risposte all'apparenza positive sembrano essere arrivate anche sul fronte delle intimidazioni ai sindaci. Anche se bisognerà attendere le risposte alle tante domande messe sul tavolo oggi dagli amministratori pugliesi.
Accompagnato dai sindaci di Ruvo, Terlizzi e Peschici (tutti oggetto di intimidazioni criminali), il primo cittadino di Bari ha chiesto al Viminale e al governo il rafforzamento dell'Osservatorio contro la criminalità e, insieme, l'inasprimento delle pene per i responsabili di minacce e intimidazioni, allo stesso modo per gli autori del reato di danno grave, e il raddoppio dei turni di sospensione dalle candidature per gli amministratori coinvolti in fatti di criminalità. Decaro ha spiegato ai giornalisti di sentirsi «moderatamente soddisfatto» dalle risposte ricevute, «ma non c'è dubbio - ha rimarcato - che a questo punto servono fatti concreti». Il perché è semplice, visto che di intimidazioni a sindaci o ad amministratori locali se ne registra una ogni 18 ore, cosa che accade nel 78% dei casi al Sud e nelle Isole. Inoltre, nel 90% dei casi ad essere colpiti sono gli amministratori locali in genere, e in un buon 50% delle volte i sindaci, «che da sempre sono i più esposti a fenomeni di criminalità».

Lo stesso Decaro ha confermato di vivere sotto scorta: «Sì è vero - ha risposto preoccupato ai cronisti - diciamo che mi sono messo contro un paio di clan». Ma, ha osservato, «quello che mi preme dire è che la situazione in Puglia è grave, basti pensare che ogni anno si registrano ufficialmente 90 intimidazioni contro amministratori locali. E nessuno sa se i tanti tra questi che all'improvviso si sono dimessi lo abbiano fatto o meno perché minacciati».
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Giovedì 16 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:37