Consiglio, dopo il voto
“traballano” gli equilibri

Consiglio, dopo il voto
“traballano” gli equilibri
Il primo cambiamento, quello più tangibile ma poco incisivo, sarà l’ingresso di Anita Maurodinoia al posto di Marco Lacarra, unico eletto in parlamento tra i consiglieri regionali pugliesi (erano in 10 a correre per uno scranno a Roma). Ma per capire quali ripercussioni vere potrà avere il risultato elettorale in Puglia bisognerà attendere di capire cosa accadrà nella Capitale, all’interno del Partito democratico - se ci sarà o meno un’ennesima scissione - e in parlamento (se una fetta del Pd sosterrà davvero un eventuale governo Di Maio come chiede Michele Emiliano). Al momento, in via Capruzzi tutto sembra poter restare immutato, d’altronde le forze in campo sono rimaste identiche: Leu ha raccolto molto meno di quanto sperassero i dirigenti di partito e questa brutta sconfitta del partito di D’Alema e Grasso agevola Emiliano. Con poco più del 3%, i consiglieri regionali di Mdp e Sinistra italiana non sembrano avere la “forza” di potersi sedere ad un tavolo con il governatore per ridisegnare ruoli e agenda politica.
È quindi, possibile ipotizzare che tutto resterà invariato nei rapporti non idilliaci tra il presidente e gli esponenti di Sinistra italiana, in particolare con Cosimo Borraccino. D’altra parte, anche l’opposizione – fatta eccezione per il M5S – ha poco da festeggiare, visti i risultati non lusinghieri dei fittiani e di Forza Italia. Paradossalmente, quindi, a livello politico i grattacapi per Emiliano potrebbero giungere proprio dal suo partito: una eventuale spaccatura a livello nazionale durante la prossima direzione potrebbe provocare scossoni anche in Consiglio regionale, dove siedono renziani delusi non solo dal risultato elettorale ma anche dalla gestione Emiliano. Tra i cosiddetti renziani ci sono, ad esempio, Donato Pentassuglia (che già recentemente ha messo non poco in difficoltà Emiliano bocciando il finanziamento della legge sulla partecipazione), Fabiano Amati e Sergio Blasi, da sempre uno dei più critici nei confronti del presidente della Regione. In una intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, Dario Stefàno aveva invitato ad evitare la resa dei conti nel partito, ma la direzione presa – almeno a livello nazionale – sembra essere l’opposta e, se così fosse, sarebbero inevitabili le ripercussioni anche a livello locale. Questo per quanto riguarda il livello politico, mentre dal punto di vista dell’attività amministrativa sono molte le cose rimaste in sospeso dalla pausa elettorale durata un mese e mezzo. Un mini rimpasto ci sarà, ci sono almeno due deleghe pesanti da assegnare: Ambiente, dopo le dimissioni di Filippo Caracciolo coinvolto in un’inchiesta penale, e Trasporti (attualmente è nella mani del vice presidente Antonio Nunziante che, però, ha anche la delega a Protezione civile e Personale).
 
La sanità, invece, nonostante le pressioni resterà nelle mani di Emiliano stesso. E a proposito di sanità, c’è un piano di riordino da portare avanti e delle nomine da fare: quelle del direttore generale del Policlinico di Bari e delle Asl di Brindisi, Taranto e Bari, ormai scadute e in proroga (è probabile che si vada verso il commissariamento come accaduto proprio nel caso del Policlinico). Senza dimenticare che è rimasto in sospeso da ormai 5-6 mesi un consiglio regionale monotematico sul tema sanità, rinviato più volte. E, poi, c’è il nodo Acquedotto Pugliese: Emiliano è intenzionato a cambiare il consiglio di amministrazione dopo lo strappo con l’ex alleato Nicola Canonico. La giunta regionale ha già deciso di allargare il numero di componenti del cda, passando dai 3 attuali a 5, una mossa che ha un solo obiettivo: “isolare” proprio Canonico. Emiliano e Canonico sono entrati in rotta di collisione dopo la scelta delle candidature per le elezioni politiche, una frattura non ricomponibile. Se il presidente della Regione non riuscirà a far cadere l’attuale cda (servono le dimissioni di 2 componenti su 3), comunque Canonico si ritroverà in minoranza con l’ingresso di due nuovi componenti. Uno di questi sarà quasi certamente l’ex forzista, Simeone Di Cagno Abbrescia, parlamentare ed ex sindaco di Bari con il centrodestra. Infine, restano da decidere altre nomine importanti: quella del direttore generale dell’Agenzia per i rifiuti (salvo sorprese toccherà all’attuale commissario Gianfranco Grandagliano) e quella del nuovo manager di InnovaPuglia.
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Mercoledì 7 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 08:55