Salento, treni fermi per lavori fantasma: l'ultima beffa delle Sud Est

La stazione di Maglie
«Manutenzione e potenziamento della rete», così Ferrovie Sud Est - lo scorso giugno - spiegava attraverso un comunicato il motivo della chiusura momentanea di alcune linee, tra queste anche la Casarano-Gallipoli e la Maglie-Otranto. Tutti i treni sono stati cancellati e sostituiti con i bus, ma dei cantieri sulle due linee salentine non c'è traccia. E non potrebbe essere diversamente, visto che non sono previsti, almeno per questa estate, lavori sull'infrastruttura, come confermato al Nuovo Quotidiano di Puglia da più fonti. Perché, allora, nel periodo di maggiore afflusso di turisti Fse ha deciso di sospendere la circolazione ferroviaria? Mezzi insufficienti (e alcuni da portare in officina) e, comunque, non in grado in questo momento di garantire un servizio qualitativamente accettabile, mentre con i bus il comfort per chi viaggia è maggiore, a cominciare dagli impianti di aria condizionata funzionanti.

Il motivo principale sembra essere questo, ma ci sono ragionamenti anche legati alla redditività di quelle due tratte salentine: Fse ufficialmente ha fatto sapere che le linee saranno riattivate dal 3 settembre, però una riflessione sul futuro è in corso d'opera. Non è escluso, infatti, che nel nuovo piano industriale l'azienda decida di sostituire definitivamente quei treni con gli autobus. Una soluzione osteggiata dalla Regione Puglia, che anzi vorrebbe il potenziamento del trasporto su ferro con la creazione anche della metropolitana di superficie dell'area salentina. Il governatore Michele Emiliano ha più volte ribadito che il treno non può essere rimpiazzato solo con il bus, il caos che si è creato a luglio con turisti e pendolari inferociti per la carenza di collegamenti ne è la prova. Non a caso, il 5 agosto Regione Puglia e Fse sono stati costretti, in tutta fretta, a correggere il tiro, aumentando il numero di autobus. I mezzi che erano stati introdotti a giugno per sostituire i treni sono risultati insufficienti ed è stato necessario mettere in strada altri 36 veicoli al giorno. Su questo tema è pronto a dare battaglia anche il Movimento5Stelle, alla ripresa dei lavori in Consiglio verrà depositata un'interrogazione all'assessore ai Trasporti, Antonio Nunziante. «È ben evidente commenta il consigliere Antonio Trevisi - che Ferrovie Sud Est in Salento sta puntando sulla gomma per rimpiazzare gran parte delle linee ferroviarie. La decisione di installare il sistema di sicurezza Scmt solo nel 2019, preferendo Bari a Lecce, la dice lunga su quale siano le reali intenzioni. Per noi, però, questa è una visione miope perché non si accorgono che il turismo è cambiato».

Sull'ammodernamento della rete e l'attivazione del Scmt anche i sindacati hanno criticato la società di trasporto, contestando la decisione. I cantieri sono stati aperti a Bari mentre a Lecce gli interventi saranno avviati successivamente e saranno completati alla fine del 2019. Oltre due anni di attesa, quando secondo i sindacati potrebbero bastare pochi mesi. Le linee salentine a differenza di quelle baresi infatti sono già pronte e attrezzate per l'installazione del Scmt: in sostanza, i binari rispettano gli standard europei basati sui chili di ferro per ogni metro. Il limite fissato è di 50 Uni (l'Uni è l'unità di misura utilizzata nel gergo tecnico), cioè 50 chili di ferro per ogni metro di binario. Occorre, quindi, solo procedere con l'installazione del Scmt. Le linee baresi, invece, vanno rifatte ex novo perché i binari non rientrano nel limite di 50 Uni, sono al di sotto e verranno portati a 60 Uni. Secondo il consigliere Trevisi, con questa politica «il rischio è di mandare in tilt l'intero sistema trasporti salentino». «Va ripensato completamente dichiara in questo momento è un pastrocchio. Basti pensare che i bus di Salentoinbus e quelli di Fse coprono gli stessi percorsi, facendosi concorrenza ma non dando al turista e al pendolare alternative».

Per aumentare il numero di treni, Fse a settembre del 2016 aveva noleggiato quattro automotrici Fiat da Trenitalia, in modo da formare due convogli aggiuntivi in servizio sulle linee salentine. «Si tratta di automotrici che dovevano essere demolite e smaltite da Trenitalia - incalza Trevisi - che invece hanno trovato il modo di lucrarci su noleggiandole a buon prezzo. Questo dimostra la considerazione che si ha nei confronti degli utenti salentini trattati a livello nazionale da ultima ruota del carro».
«Il sospetto - conclude - è che si stiano creando rami secchi per aver poi la scusa per tagliarli definitivamente, quando invece un servizio ferroviario nel Salento efficiente e adeguato ridurrebbe notevolmente traffico ed inquinamento nonché il pericolo incidenti stradali che sono in crescita».
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Martedì 8 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:17