Arresto per chi entra nel cantiere Tap: "inammissibile" l'emendamento del governo
Boccia: «Abbiamo solo rispettato le regole»

Arresto per chi entra nel cantiere Tap: "inammissibile" l'emendamento del governo
Boccia: «Abbiamo solo rispettato le regole»
Salta l'emendamento alla manovra che prevedeva l'arresto per chi impedisce l'accesso o travalica i confini del cantiere del gasdotto Tap a San Foca. L'emendamento era stato presentato dal governo in Commissione Bilancio della Camera ed è stato dichiarato inammissibile dal presidente della Commissione Francesco Boccia. Lo ha annunciato lo stesso Boccia avviando i lavori sulla legge di bilancio. L'emendamento aveva già sollevato polemiche. L'emendamento, a quanto emerso, non è stato nemmeno valutato e discusso nel merito: alla base della bocciatura ci sarebbero ragioni esclusivamente tecniche, dato che l'ammissibilità avrebbe comportato automaticamente la stessa sorte per molti altri emendamenti "last minute" che avrebbero di fatto bloccato l'iter della legge.

Come il cantiere Tav: cosa prevedeva l'emendamento. L'emendamento rendeva il gasdotto un'opera di interesse strategico nazionale, come la Tav. «Al fine di garantire il regolare svolgimento dei lavori e tutelare la sicurezza del personale impegnato per la realizzazione dell'infrastruttura», venivano applicate le pene previste dal codice penale per chi senza autorizzazione avesse travalicato i confini del cantiere o ne avesse impedito l'accesso. Il Codice prevede anche l'arresto, da tre mesi ad un anno. In base al testo del governo, per accelerare la realizzazione e limitare i disagi alla popolazione, le ulteriori autorizzazioni amministrative in materia ambientale e fitosanitaria sarebbero state adottate dalle amministrazioni centrali con l'ausilio dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dell'Istituto superiore di sanità. Ai due Istituti sarebbero stati destinati nel 2018 700.000 euro in totale. 
La stessa misura era stata prevista nel 2012 per il cantiere Tav Torino-Lione in Val di Susa. Il cantiere Tap è stato nelle ultime settimane al centro di tensioni e scontri:  con una ordinanza prefettizia era stata istituita una "zona rossa" per 30 giorni, provvedimento scaduto il 13 dicembre scorso. Nella zona era vietato accedere e transitare, se non alle forze dell'ordine e agli addetti ai lavori. La recinzione antisfondamento, elevata intorno all'area cuscinetto, e gli otto cancelli di chiusura di altrettanti varchi, sono stati poi gradualmente smantellati.

Le reazioni.  ​Commenta Dario Ginefra, deputato Pd d'area Emiliano: «La decisione del relatore della Legge di Bilancio 2018, il Presidente Francesco Boccia, di rendere inammissibile l'emendamento proposto dal Governo su Tap è corretta nella forma e nella sostanza». «La proposta del Governo era formalmente sbagliata, norme di questo tipo stridono con lo spirito e le caratteristiche di una legge di bilancio, e sostanzialmente incomprensibile atteso che le manifestazioni che sino ad oggi hanno caratterizzato la protesta no tap sono state facilmente governate dalle forze dell'ordine e dalla Prefettura di Lecce senza la necessità di norme speciali e vedono, sistematicamente, i rappresentanti delle comunità interessate, a partire dai Sindaci, schierati a garanzia del rispetto della legge. Non servono trincee e militarizzazioni del territorio, ma dialogo con le comunità locali». In precedenza dura reazione da parte di molti esponenti delle opposizioni:  «L'emendamento del governo anti proteste Tap nella legge di bilancio non può essere dichiarato ammissibile: una forzatura inaccettabile. Una norma che niente ha a che fare con la legge di bilancio. Chiediamo al presidente della commissione Bilancio Boccia di dichiararlo inammissibile e di farlo ritirare», aveva chiesto il capogruppo di Sinistra Italiana-Possibile ed esponente di Liberi e Uguali Giulio Marcon. «L'emendamento è un esplicito attacco alle proteste popolari di questi mesi verso un'opera sbagliata e inutile e che deturpa il territorio, prosegue Marcon. Ci sono già norme atte a garantire la legalità. La mobilitazione popolare non può essere criminalizzata e non si può usare la legge di bilancio per inserire norme che niente hanno a che fare con i contenuti della legge, conclude Marcon», conclude Marcon. Così si erano espressi i cinque stelle: Faremo di tutto per bloccare il colpo di mano. È inaccettabile che un'opera inutile, anzi dannosa come il gasdotto Tap venga inclusa tra quelle considerate strategiche. No alle procedure speciali e alla militarizzazione dell'area di Melendugno. Una modifica di questo genere, evidentemente ordinamentale, non può entrare nella manovra. Inoltre sarebbe l'ennesimo abuso di una politica che scavalca qualunque processo democratico e calpesta le comunità locali in ossequio alle grandi lobby delle fossili».

Boccia: su inammissibilità Tap rispettate le regole
«Proprio qui abbiamo il dovere di rispettare le regole e dare l'esempio a chi sta fuori. L'inammissibilità di quell'emendamento era un'inammissibilità scontata. La decisione di individuare un sito strategico per ragioni di sicurezza, indipendente dal merito, non c'entra nulla con legge di bilancio. Sarebbe stata una forzatura delle regole se avessi fatto il contrario. In questi 5 anni ho sempre fatto rispettare le regole». Lo afferma il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, parlando dell'emendamento alla manovra presentato dal governo sul Tap. «Sono sicuro che sulla vicenda specifica, Gentiloni, Emiliano e i sindaci hanno tutta l'autorevolezza per trovare una soluzione che si aspettano anche popolazioni locali. Lì non ci sono rivoluzionari, c'è gente che crede nelle istituzioni».
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Domenica 17 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:40