Trivelle, l’altolà del Mise: nessun permesso per sei mesi

Trivelle, l’altolà del Mise: nessun permesso per sei mesi
Nessuna autorizzazione da parte del Mise nei prossimi sei mesi, sino a quando il gruppo tecnico costituito su sollecitazione della viceministra Teresa Bellanova, non produrrà gli ulteriori elementi di valutazione richiesti a tutela delle coste. Un punto fermo, dunque, sul fronte trivelle. Una presa di posizione che ridimensiona l’efficacia dei nuovi permessi viceversa rilasciati dal ministero dell’Ambiente il 26 settembre 2017, vale a dire le tre nuove Via per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliesi: due a beneficio della “Global Med” a ridosso del Golfo di Taranto e una alla “Global Petroleum Limited”, al largo di Bari. Nulla osta che si aggiungono a quelli già rilasciati nelle scorse settimane, sollevando proteste dal Gargano al Capo di Leuca.
Dopo la richiesta avanzata dalla viceministra Bellanova agli inizi di settembre alla Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche (Dgs-Unmig) e alla Direzione per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche (Dgsaie), il gruppo di lavoro Tecniche avanzate Eco - sostenibili per la Sismica Esplorativa Offshore - “Teseo” è stato formalmente istituito nell’ambito del Comitato Tecnico per le Risorse Minerarie (Cirm). Si tratta di un Gruppo tecnico chiamato ad esprimere un supplemento di valutazione circa le indagini geofisiche relative alle prospezioni finalizzate alla ricerca nel settore degli idrocarburi. Obiettivo: svolgere un’attività di valutazione delle migliori tecnologie disponibili per le attività di prospezione geofisica ed offshore tale da vagliare le recenti innovazioni tecnologiche quale passaggio propedeutico all’eventuale concessione di questo e analoghi permessi di ricerca.  Ovvero: «verificare lo stato dell’arte relativo alle migliori tecnologie disponibili per le attività di indagine geofisica per la ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi al fine di garantire la massima sostenibilità ambientale delle stesse, producendo entro 6 mesi una relazione in merito». Del gruppo fanno parte Luigi Sambuelli (professore ordinario di geofisica Applicata presso il Diati del Politecnico di Torino, che lo presiede), Marcello Strada (ingegnere chimico ed esperto nel settore minerario ed energetico), Marcello Iocca (geologo esperto in valutazioni di impatto ambientale e partecipante ai tavoli europei sulle Best Available Techniques Bat e Bat Reference Documents Bref), Ilaria Antoncecchi (geologa e assegnista di ricerca presso l’università Milano Bicocca, segreteria tecnica per lo svolgimento dei lavori per conto della Direzione Generale per la Sicurezza delle Attività Minerarie ed Energetiche). Il primo incontro di insediamento è previsto il prossimo 4 ottobre, in occasione della prossima riunione del Comitato Tecnico per le Risorse Minerarie (Cirm).
 Missione prioritaria, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, la stesura di una relazione tecnica sulle nuove tecnologie sostenibili esistenti per la realizzazione delle ricerche geofisiche in mare da redarre entro sei mesi dall’avvio dei lavori del comitato scientifico.
«Solo allora, avendo dunque a disposizione tutti gli ulteriori elementi di valutazione, potrà essere detta l’ultima parola. Fino ad allora, nessuna autorizzazione da parte del Mise», sottolinea la viceministra salentina. «Come ormai più che risaputo, la Strategia Energetica nazionale punta ad una forte decarbonizzazione e segna un punto rilevantissimo verso un futuro libero dall’utilizzo delle fonti fossili. Il che rende ancor più cogente la necessità di contemperare la sicurezza delle nostre coste e dei nostri mari, considerata prioritaria, con le attività di ricerca, anche alla luce delle iniziative più rilevanti che vedono impegnato il Misee il Governo», afferma la Bellanova.
che fa specifico riferimento al Decreto Legislativo numero 104/2017 di aggiornamento della disciplina Via: «Con il pieno supporto del nostro ministero, è stato accolto il principio che tutti i rilievi geofisici attraverso l’uso della tecnica airgun siano soggetti a Via nazionale, senza sconti. Quella in atto – conclude la viceministra - è dunque una dinamica fortemente articolata che conferma la responsabilità e l’attenzione da parte del Governo verso la tutela e la salvaguardia del territorio».
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Venerdì 29 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:07