Xylella, Coldiretti prepara per sabato la marcia dei trattori su Lecce

Xylella, Coldiretti prepara per sabato la marcia dei trattori su Lecce
La “marcia” su Lecce, organizzata da Coldiretti per sabato prossimo porterà in città i trattori e i produttori olivicoli messi in ginocchio dalla xylella fastidiosa. Un intero comparto che in meno di tre anni ha visto seccare gli ulivi e perdere tutta la produzione, mentre le spese lievitano e i guadagni calano a picco, a causa dei ritardi con cui è stata gestita tutta la vicenda del disseccamento rapido degli oliveti. «C’era bisogno di un impegno forte per trovare soluzioni rapide, senza compromettere il territorio dal punto di vista paesaggistico e produttivo - dicono in coro gli olivicoltori - adesso per colpa dell’immobilismo della Regione e del Governo nazionale abbiamo perso tutto». Ci sono circa 400 aziende sull’orlo del baratro, qualcuna quest’anno ha molito pochissimi quintali di olive; altre, come la Cooperativa Acli Rinascita Agricola di Tuglie, sono state costrette a vendere la macchina per la produzione di linea continua dell’olio. Insomma, un dramma dalle proporzioni stratosferiche, cui è difficilissimo ormai porre rimedio.

Coldiretti Lecce, l’altra sera riunita in Consiglio direttivo insieme ai quadri dirigenti, ha deliberato per la mobilitazione straordinaria. Gli olivicoltori “invaderanno” il capoluogo salentino con i trattori, esattamente come avvenne nel febbraio di due anni fa. «Stiamo organizzando la manifestazione - sottolinea il presidente di Coldiretti Lecce, Leo Piccinno - cercheremo di coinvolgere cittadini e istituzioni. Sicuramente ci saranno i trattori, ma arriverà anche tanta gente pronta a farci da spalla. Una cosa è certa: faremo sentire chiara e forte la nostra voce e quella delle tante aziende che rischiano di non aprire più a causa del crollo della produzione e delle rate dei mutui da pagare».
 
Plaude alla manifestazione di Coldiretti l’onorevole Rocco Palese di Direzione Italia, vice presidente della Commissione Bilancio alla Camera: «Dinanzi ai clamorosi e colpevoli ritardi e all’immobilismo di Governo nazionale e Regione Puglia sull’emergenza xylella, non si può che prendere atto con soddisfazione della manifestazione organizzata da Coldiretti e dalle altre associazioni per sabato a Lecce e spero vi partecipino tutte le Istituzioni, i sindaci e anche semplici cittadini perché sia una vera e propria chiamata alle armi ed alla lotta per la sopravvivenza di una delle poche fonti di reddito sociale ed economico del territorio salentino».

«Da oltre quattro anni, raccogliendo i primi allarmi di olivicoltori e vivaisti, denunciamo ciò che accade, chiedendo, purtroppo inutilmente, a Governo e Regione di finanziare la ricerca, di stanziare aiuti, sostegni al reddito ed indennizzi per agricoltori e vivaisti delle oltre 400 aziende olivicole salentine e delle centinaia di aziende dell’indotto colpite dal batterio killer - aggiunge Palese -. Nulla è stato fatto e un intero territorio, una intera società, aziende e famiglie, sono all’agonia. Per questo sento di lanciare un appello affinché quella di sabato sia una vera e propria chiamata alle armi. E, agli esponenti locali della sinistra che governa in Puglia e a Roma, rivolgiamo un altro appello: se mai dovessero decidere sabato di partecipare alla manifestazione, non pretendano di venire solo a solidarizzare con chi protesta come se non avessero responsabilità in quello che sta accadendo, ma si presentino piuttosto con un elenco di interventi e provvedimenti concreti e urgenti che Governo e Regione intendono adottare nell’immediato».
Gli fa eco il leader di Direzione Italia, Raffaele Fitto: «Due anni fa in piena campagna elettorale per la presidenza della Regione Puglia pensando di essere la versione pugliese di Russel Crowe disse: “Sono pronto a scatenare l’inferno” e aggiunse “Sto studiando molto, è un flagello nazionale che io so come combattere, due mesi e me la vedo io”. Chiaramente l’inferno è quello che ancora oggi vivono gli agricoltori pugliesi che non dopo due mesi, ma dopo due anni non solo hanno le campagne desertificate, ma il batterio sta avanzando verso Nord mettendo a repentaglio centinaia di aziende agricole. Insomma la xylella avanza al ritmo delle poltrone che sono state create per debellare il flagello, senza che mai la Regione Puglia abbia prodotto un solo atto di contrasto vero».

Il consigliere regionale del M5s Cristian Casili insiste: «Il Salento olivicolo è ormai al collasso, ma qualcuno continua ancora a giocare, soprattutto in Europa, con misure di contenimento che non avranno alcun effetto se non quello di vessare ulteriormente i nostri agricoltori. Il non considerare insediata questa malattia ci farà perdere ulteriore tempo prezioso - sottolinea il vice presidente della V Commissione Ambiente -. I monitoraggi, poi, sono solo un palliativo che non eviteranno nel tempo la progressione a nord. Aver abbandonato a se stessa la provincia di Lecce è stato l’errore più grande perché la quantità di inoculo è aumentata esponenzialmente. Insufficiente anche l’indennizzo del 30% sulla produzione lorda vendibile annunciato dal direttore di Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone. Quello che serve è un vero e proprio piano agricolo dedicato alle province oggi coinvolte»
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Mercoledì 15 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:58