Xylella, piantati a Caprarica 2.500 ulivi di favolosa

Xylella, piantati a Caprarica 2.500 ulivi di favolosa
Riparte dalla favolosa il futuro dell'olivicoltura nel Salento. Trenta ettari di campi dimostrativi tra Caprarica, Cutrofiano, Galatina, Cursi e Ugento pronti ad ospitare circa 24mila piante di Fs-17, la cultivar resistente al batterio della xylella fastidiosa, come dimostrato dalle prove scientifiche.
I nuovi campi dimostrativi fino a poco tempo fa ospitavano ulivi colpiti irrimediabilmente dalla pericolosa batteriosi. Si è dovuto attendere un anno per ottenere l'autorizzazione da parte della Comunità Europea all'espianto dei tronchi ormai secchi e procedere quindi al reimpianto di favolosa.
Ieri mattina, in una campagna di Caprarica, in provincia di Lecce, sono state messe a dimora le prima 2.500 piantine spalmate su tre ettari di superficie. Tra tre anni la prima raccolta, quando gli ulivi raggiungeranno i due metri di altezza. A sporcarsi le mani di terra e piantare le prime talee di favolosa c'erano i due europarlamentari Raffaele Fitto e Paolo De Castro, che negli ultimi giorni si sono fatti protagonisti di una iniziativa - già condivisa con i commissari all'Agricoltura e alla Salute Phil Hogan e Vytenis Andriukaitis dell'Ue e con il ministro all'Agricoltura, Gian Marco Centinaio - che conta di stanziare nuove risorse (si parla di 100 milioni di euro) per un piano di ricostruzione dell'olivicoltura colpita duramente dalla xylella.
Dopo la benedizione di don Antonio Scotellaro si è proceduto velocemente con il reimpianto che passa anche dall'innovazione tecnologica, a partire dal trattore senza guidatore per finire ai sistemi di irrigazione che elimina qualsiasi spreco d'acqua.
«Il progetto che si realizza oggi (ieri per chi legge, ndr) è frutto di un importante lavoro fatto a monte, durato anni, e che ora culmina con questi impianti - ha spiegato Pantaleo Greco, presidente Aprol Lecce e presidente della Federazione Nazionale Olivicoltura di Confagricoltura -. Mi piace sottolineare che non è un'iniziativa privata ma di Aprol, un'associazione che raggruppi piccoli e grandi olivicoltori».
Per il reimpianto, come già detto, la scelta è ricaduta esclusivamente sulla favolosa. «Una scelta obbligata per chi vuole fare agricoltura 4.0 - ha aggiunto Greco -, infatti abbiamo piantato con il trattore a guida automatica, cioè che non ha bisogno del conduttore, tant'è che per tracciare i filari si appoggia al Gps e procede tranquillamente da solo. Poi abbiamo piantato usato il telo pacciamante, che riduce drasticamente la presenza di erbe infestanti grazie alla capacità soffocante, evitando così l'utilizzo massiccio di diserbanti chimici. Ma la novità riguarda anche l'irrigazione con un sistema completamente computerizzato che evita lo spreco di acqua. Quindi ripartiamo da zero ma utilizzando la tecnologia più all'avanguardia».
La speranza è che i nuovi campi di favolosa possano presto arrivare a produzione, debellando la xylella. «Vedere oggi questo campo penso che sia una speranza per il futuro dell'olivicoltura del Salento e della Puglia - ha commentato l'eurodeputato Fitto -, ma anche un segnale chiaro rispetto alle risposte che devono essere date. Qui si è avuto il coraggio di sradicare e di ripiantare». L'onorevole De Castro, invece, ha rilanciato l'appello «a fidarsi della Scienza» e a rifuggire «dalle fake news». «La Scienza ci dice che bisogna fare buone pratiche agricole, ci dice che bisogna combattere il vettore e cercare di ridare fiducia con le nuove varietà resistenti».
Un progetto, quello avviato ieri da Aprol, che si aggrappa alla speranza e alle dimostrazioni scientifiche che hanno testato la favolosa tra le varietà resistenti alla xylella. «Questi sono campi dimostrativi, cercheremo di capire quale sia la strada migliore, anche tenendo conto, se ci saranno, anche di nuove cultivar tolleranti/resistenti. Bisognava metter un punto e ripartire da zero. Noi lo abbiamo fatto, credendo che questa sia l'unica strada per salvare la nostra olivicoltura».
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Sabato 4 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:58