Xylella, pronti i bandi per il reimpianto:
in arrivo 42 milioni

Xylella, pronti i bandi per il reimpianto:
in arrivo 42 milioni
L’autorizzazione al reimpianto, che è la più importante modifica apportata, in sede di Comitato fitosanitario permanente, alla Decisione di esecuzione europea numero 789 del maggio 2015, consentirà agli agricoltori e agli operatori olivicoli di rilanciare l’indotto economico e ai vivaisti della zona infetta di poter riprendere a produrre piante ospiti da commercializzare nella stessa zona. Un rilancio che sarà possibile, come hanno spiegato il governatore della Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo Di Gioia, grazie alle risorse del Piano di sviluppo agricolo (Psr).
Nei prossimi giorni è in dirittura d’arrivo la pubblicazione di due importanti bandi. «Si tratta - hanno annunciato Emiliano e Di Gioia - dei bandi che riguardano la misura 5.2, che servirà al ripristino del potenziale produttivo, e il bando 4.1c, che servirà a finanziare le piantumazioni, ma che dovrà essere di nuovo sottoposto al controllo del comitato di sorveglianza del Psr». La misura 4.1c ha disposizione una dote finanziaria da 32 milioni di euro, mentre la 5.2 sarà finanziata con 10 milioni di euro: non ripaga dal danno di estirpazione ma servirà per ricostituire il patrimonio olivicolo.
E a proposito di aiuti, vanno anche ricordati quelli per la calamità naturale. Anche in questo caso la Regione sta per erogare gli indennizzi a tutti coloro che hanno presentato domanda entro settembre 2015. Come hanno sottolineato dal Dipartimento regionale all’Agricoltura, a disposizione ci sono 12 milioni di euro da ripartire tra 1.600 domande presentate. La Regione ha, poi, anche fatto una ulteriore domanda di erogazione fondi per calamità, della quale però ancora non si conosce l’esito.
In attesa di conoscere il contenuto integrale del testo appena approvato dal Comitato fitosanitario europeo - che ora dovrà essere recepito dalla Commissione Ue e poi dai singoli Stati membri - gli olivicoltori sono ansiosi di conoscere quale cultivar è preferibile per il reimpianto. Il punto è questo: la modifica appena concessa dall’Ue consente in realtà di impiantare tutte le specie sensibili alla xylella fastidiosa. Ma che senso avrebbe ripiantare varietà suscettibili come la Cellina o la Ogliarola, giacché nel giro di pochi mesi si ammalerebbero di nuovo?
Quasi sicuramente il governo nazionale e la Regione Puglia nel recepire la modifica europea la regolamenteranno a loro volta per limitare il reimpianto alle cultivar finora ritenute più tolleranti o resistenti alla batteriosi, che al momento sono solo il Leccino e la Favolosa. Questo significa che potranno ricevere le risorse contenute nelle misure del Psr solo gli olivicoltori che utilizzeranno le cultivar tolleranti, tali da garantire un reddito.
 
Nel frattempo, per gli agricoltori della provincia di Lecce che hanno visto i loro campi trasformarsi in cimiteri di carcasse d’ulivo che restituiscono al paesaggio un’atmosfera spettrale, potrebbero arrivare delle novità in termini di risarcimento del danno. Il Dipartimento regionale all’Agricoltura, diretto dal professor Gianluca Nardone, si sta attivando presso il ministero delle Risorse agroalimentari per ottenere le risorse necessarie al via libera alla bonifica delle aree del Salento irrimediabilmente colpite dal batterio. Bonifica che potrà essere fatta soltanto dopo il monitoraggio della zona infetta. Così come si sta facendo nelle zone cuscinetto e indenne, l’analisi e il campionamento del territorio comporteranno l’obbligo del taglio degli ulivi infetti dietro risarcimento del danno. In questo modo, i piccoli proprietari terrieri - che non essendo imprenditori agricoli non hanno il fascicolo aziendale e quindi non potranno partecipare alle misure del Psr - potranno almeno essere risarciti in parte del danno subito dalla xylella.
I prossimi giorni saranno cruciali per mettere a punto le nuove strategie. Per quanto riguarda il reimpianto, le associazioni di categoria, nei giorni scorsi, hanno invitato gli agricoltori a non precipitarsi nell’acquistare le cultivar tolleranti, come la Favolosa, prodotta solo in tre vivai e soggetta a brevetto - perché stanno cercando di concludere un accordo con i vivai capace di garantire un prezzo equo per tutti, evitando così le speculazioni già in atto.
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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:15