Nino Manfredi, la sua vita. E il volto di Elio Germano

Lunedì in prima serata su Rai 1 andrà in onda “In arte Nino”, film su Nino Manfredi, diretto dal figlio Luca, con Elio Germano e Miriam Leone. Si tratta di un ritratto inedito di Nino Manfredi, attore ciociaro tra i più amati e iconici del cinema italiano. Il viaggio di formazione dell’uomo e dell’artista dal 1943, quando intraprende gli studi all’Accademia d’Arte Drammatica, fino alla soglia del successo, nel 1958, con la partecipazione a “Canzonissima”. Ad interpretare l’attore è il talentuoso Elio Germano, mentre il ruolo della moglie Erminia, compagna di vita di Manfredi, è stato assegnato a Miriam Leone. Per interpretare Manfredi, Elio Germano ha trasformato la sua voce, cimentandosi con il dialetto ciociaro, la postura, volto, anima e movenze con lo sguardo disincantato, la camminata ciondolante, il sorriso amaro, il modo di tenere in mano la sigaretta riuscendo a calarsi in maniera camaleontica nelle vesti dell'attore ciociaro, amatissimo dal grande pubblico.
 

Il 4 giugno 2004 se ne andava Nino Manfredi, colosso del cinema e dello spettacolo italiano, uno dei mostri sacri della commedia nostrana, e, proprio come fu per Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, la notizia fu recepita come un lutto nazionale. Ci sono voluti 12 anni perché qualcuno decidesse di raccontare il Manfredi privato. In 100 minuti In arte Nino racconta gli anni della formazione e degli esordi di Manfredi, dal 1939 al 1959: il film si apre con il protagonista confinato in un ospedale romano, ammalato di tubercolosi, dove ha lottato a lungo per la propria sopravvivenza, senza perdere mai la sua distintiva forza vitale, che lo spingeva a strappare un sorriso ai compagni di corsia, anche nei momenti più drammatici, con una battuta e una canzone suonata alla chitarra. Da lì l’iscrizione, non molto convinto, alla facoltà di Giurisprudenza, e poi la scoperta, quasi casuale, della passione per la recitazione e l’ingresso nell’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico. Infine l’incontro con la moglie, l’indossatrice Erminia Ferrari, rimasta al suo fianco per cinquant’anni.

Il regista, Luca Manfredi, elenca in conferenza stampa di presentazione del film a Roma, le caratteristiche del padre “Umanità, studio attento dei personaggi e innata ironia. Non è un film celebrativo della sua carriera, ma è la storia di un ragazzo della Ciociaria che ce l’ha fatta con la sua tigna”. Ringrazia Elio Germano, per lui, unico e solo interprete capace di rappresentare il padre, poiché ne ha da sempre colto tratti simili. “Nino era preciso nella preparazione dei personaggi, lo è anche Elio – sottolinea Luca Manfredi - l’ho trovato un attore molto vicino a Nino. Elio ha mandato a intervistare i 90enni del paese di mio padre per sentire come si parlava ciociaro una volta e poi abbiamo fatto delle letture leggendo il ciociaro. È stato un lavoro meticoloso”.

Elio Germano, impeccabile protagonista afferma che “se non ci fosse stato Luca Manfredi io non avrei mai fatto questo film. È un omaggio sincero, non una operazione speculativa. Abbiamo raccontato anche l’approccio alla vita più da italiani: partire non da cosa si vuole fare da grandi, ma cedere all’aspetto meno edificante per la società. La famiglia voleva che Nino facesse l’avvocato, non certamente l’attore. Lo abbiamo vissuto come un Geppetto, lo abbiamo raccontato come un Pinocchio che cede al paese dei balocchi”. Germano spiega che gli aspetti tecnici sono stati i passaggi più difficili lanciando una frecciatina alla Rai per i tempi di ripresa troppo brevi.” Avrei voluto più settimane di lavoro, l’avrei fatto in due mesi, invece l’abbiamo fatto in uno, troppo poco. La cosa positiva è che siamo riusciti ad avere tutti gli attori prima, in modo da farci anche prove e letture prima di girare”.

La bella Miriam Leone, interpreta Erminia, la moglie di Manfredi ha ringraziato di aver avuto uno spledido ruolo e di aver fatto parte di un cast straordinario e rivolgendosi ad Erminia, presente in conferenza stampa dice “Sei straordinaria. E’ proprio vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.
Anche il cast è d’eccezione per omaggiare il grande Nino con Stefano Fresi, Anna Ferruzzo, Duccio Camerini, Massimo Wertmuller, Leo Gullotta, Giorgio Tirabassi e Paola Minaccioni, che interpreta Arsenia Bianconi, una zitella, titolare della pensione che ospita Nino. L’attrice, appena tornata dalle vacanze a Lecce, dove ormai è di casa sin dal 2010 quando girò Mine vaganti di Ferzan Özpetek, ritornando d’allora, per lavoro e per piacere innumerevoli volte anche sul set di Allacciate le cinture, sempre di Özpetek nel 2014.

Il Tv-movie "In arte Nino", coprodotto da Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica di Federico Scardamaglia. Scrittura e regia sono firmate da Luca Manfredi, insieme a Dido Castelli e allo stesso Elio Germano mentre le musiche sono composte dal Premio Oscar Nicola Piovani.
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Sabato 23 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:58